• pidelne
    14/09/2022 at 16:02

    La ferrata “Via della Vita” è stata di recente aperta agli escursionisti da pochi giorni, a seguito della chiusura lavori di ripristino e messa a norma, lavori protratisi per vari anni.
    L’abbiamo percorsa domenica 11 settembre 2022 con tempo incerto nel pomeriggio, ed abbiamo rilevato la perfezione dei lavori fatti. Degni di elogio!
    Peccato che il tratto superiore al colatoio abbia dei tratti con cavi divelti o mancanti in alcuni tratti, quindi trattasi di itinerario per escursionisti esperti con almeno una minima capacità di arrampicata, posta la severità dell’ambiente.
    Spiace contraddire chi ha redatto la relazione in tema di storiografia, ma la ferrata di specie ha cambiato nome da “via della morte” in “via della vita”, nell’anno 1940, a seguito dei lavori degli Alpini alpinisti della “Val Tagliamento” di stanza a Tarvisio, ed in particolare per opera del S. Ten. Donadini Mario, poi diventato il primo segreatario della Sezione di Tarvisio fondata nel primo dopoguerra.
    All’uopo allego uno spezzone di una mia storiografia sulla ferrata, se a qualcuno possa interessare.
    “Ferrata “VIA DELLA VITA” (già Via della Morte): Come sopra precisato, questa via venne attrezzata per esigenze militari da reparti di Alpini a seguito del trattato di Rapallo del 1920, per la vigilanza sui confini stabiliti con l’allora nuovo stato della Jugoslavia. Fu la prima a venire realizzata con i lavori iniziatesi proprio in quell’anno.
    La via si sviluppa nel profondo canalone che scende dalla forcella Sagherza, lungo alcune bancate strapiombanti, traversando il verticale e caratteristico colatoio costituito da roccia levigata, con alla base la sua caratteristica pozza d’acqua, per poi allungarsi sui fianchi verso est lungo alcune esili cenge e ripiegare quindi in direzione contraria sino all’attacco nel nevaio sottostante che poi divalla su di un ghiaione.
    La ferrata venne risistemata e modificata nell’anno 1940, dal S. Ten. Mario Donadini coaudiuvato da dieci Alpini, su specifico incarico del Ten. Colonnello Umberto Tinivella – Comandante del Battaglione Alpini Val Tagliamento di stanza a Tarvisio.
    Per l’eccellente opera svolta il S. Ten. Donadini, ricevette anche una lettera di plauso dal suo Comandante che, per il valore storico che riveste viene sotto riprodotta integralmente. Entrambe gli Ufficiali erano oltre che Alpini, anche degli ottimi alpinisti.
    In quel contesto, la ferrata allora denominata “Via della morte”, venne più benevolmente chiamata “Via della Vita” come si legge sulla lapide in marmo collocata all’epoca sopra il colatoio.

    La nota è classificata come “segreta” si legge nel protocollo, palesemente sottesa al fine di difesa nazionale che rivestiva, e riporta la data del 9 settembre 1940, quando l’Italia era già entrata nel secondo conflitto mondiale.
    Sia Donadini che il Comandante del Val Tagliamento furono inviati nella campagna di guerra in Grecia, ove il T. Col. Tinivella l’8 gennaio 1941 morì in battaglia alla testa dei suoi Alpini, e Donadini riportò ferite che lo resero inabile al servizio tanto da farlo rimpatriare.”
    In aggiunta alle tre ipotesi di rientro prospettata in relazione, aggiungerei anche che è fattibile una discesa lungo la splendida Val Coritenza in territorio sloveno, ovvero, dopo circa 3-400 metri di discesa in questa vallata, andare a sinistra verso la Sella Kotovo Sedlo, e quindi scendere verso il Rifugio Tamar, ove preventivamente sarà utile parcheggiare una macchina per il rientro ai laghi di Fusine.
    Tutta la cresta delle Ponze, notoriamente espostissima, è da considerarsi alpinistica, i cavi installati nel 1920 sono i gran parte scomparsi o strappati dai fittoni, e non danno garanzia di tenuta. Una corda al seguito la ritengo doverosa.
    Saluti, Pietro

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    Difficulty of the via ferrata:

    Physical commitment of the trip:

  • naintiis
    12/08/2019 at 08:54

    Carried out in August 2018; when the start arrived, a sign indicated that the via ferrata was closed. If you decide to continue, let me point out that it was well maintained and in excellent condition. The descent towards Mangart requires a lot of attention due to poorly marked track and slippery and exposed sections; it is advisable to carry it out with excellent weather conditions if you are not tired

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