• ale.mosc
    15/10/2022 at 16:11

    L’ho percorsa ieri, in una bella giornata autunnale di quelle che qualche anno fa, quando io ero giovane, te le sognavi… nel senso che di solito in questa stagione a queste quote, sui 2000m, era già nevicato da settimane.
    Una giornata stupenda, insieme a mia figlia, soli per tutto il percorso, se si esclude un bellissimo camoscio incuriosito dalla nostra presenza in questo giorno feriale di metà autunno.
    La ferrata è davvero meravigliosa. Un crescendo continuo dai dolci pendii della pista da sci ormai non più in funzione, al ghiaione che porta all’attacco, al primo tratto di pendii misti roccia-terra-erba che portano all’inizio del tratto verticale della via dopo l’attraversamento del canale… 200m credo di quasi verticalità interrotta sola da alcuni terrazzini e una breve discesa in una stretta forcella, che solo verso la cima degradano e consentono ai muscoli di rilassarsi e all’adrenalina di assestarsi su livelli più accettabili.
    Il tutto senza mai eccedere in atletismi inopportuni ma sempre cercando nella difficile parete il punto più adatto per “passare”, segno di un attento studio e conoscenza della parete che ha portato ad una progettazione ideale del percorso.
    Quasi perfetta l’installazione di cavo e staffe, non scarse ma nemmeno sovrabbondanti, e soprattutto messe dove comunque il piede avrebbe cercato un appoggio, anche arrampicando senza attrezzature artificiali.
    Un bel ricordo quindi, quello voluto dagli amici di “Maurizio”, che credevo un nome, mentre invece ho scoperto, dopo essermi incuriosito ed essere andato a cercare notizie, essere il cognome di Pierangelo Maurizio, alpinista di Oltre il colle disperso sull’Everest durante una spedizione nel 2007.
    Delle numerose sue foto trovate su internet mi piace allegare questa… dove la scritta sulla sua t-shirt sicuramente descrive in modo vero e anche tristemente profetico la sua vita e la fine del suo percorso su questa terra… nel punto più alto che chiunque può raggiungere sul nostro pianeta tenendo i piedi per terra: “se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale niente lui”.
    Mi piace in questa mia “relazione” parlare anche di questo… perchè quando si va in montagna non si va solo su un itinerario, ma anche si ripercorrono le orme di “storie” di persone che ci hanno preceduto e hanno arricchito la storia di questi luoghi.
    La ferrata è datata 2013, dimostra la sua giovinezza e modernità senza mai esagerare, e merita sicuramente di essere percorsa e conosciuta da un maggior numero di persone. Forse meriterebbe anche un Molto Difficile, ma l’età che avanza potrebbe trarmi in inganno.
    Per dare più respiro alla nostra escursione abbiamo poi proseguito verso la cima del M.te Alben, stupendo balcone panoramico e vetta più alta del gruppo. La salita dell’Alben richiede una deviazione di un’ora abbondante, tra andata e ritorno alla forcella da cui poi inizia la discesa verso valle.
    Per la discesa abbiamo seguito il sentiero 501 che in un bell’ambiente ci ha riportati all’auto lasciata a Conca dell’Alben.
    P.s non ho fatto foto nel tratto più verticale della via, per mia tranquillità :-).

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  • gerardo.frattini
    02/10/2022 at 23:08

    Bella! molto scalabile. Paesaggio da cartolina

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  • carlo rebughini
    28/05/2022 at 21:23

    Fatta oggi con 2 amici.
    Un paio di fittoni lenti, fuori dalla roccia nel primo tratto.
    Ho trovato la ferrata molto bella ed equilibrata (cambre nei punti giusti, senza esagerare. Bei paesaggi arrampicabili, si segue una linea logica cercando i punti deboli della parete, invece di fare ginnastica appesi a montagne di ferro). Escursione completata con la vetta dell’ Alben. Tutto molto valido, la rifarò volentieri .
    A mio avviso un po’ dura per un neofita.

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  • fedevedo
    05/01/2022 at 09:28

    Ho percorso la ferrata a Giugno 2021 e devo dire che non ha tradito le attese, anzi, è risultata più complicata di quello che pensavo. Ovviamente dipende dal livello di ognuno, dopo la prima parte di avvicinamento in camminata con qualche chiodo non proprio ben fissato, inizia la vera ferrata, verticale e strapiombante (circa 30/40 metri di vuoto). Questo tratto impegnativo è tenuto più che bene con ottimi chiodi e buoni appigli, serve comunque una buona forza per percorrerla. In generale nulla di infattibile comunque, ovviamente rispetto al livello di ognuno. Dico però che se la “ferrata” del pizzo Recastello è come livello moderatamente difficile che è poco più di una breve camminata, questa sicuramente non è solo 1 livello sopra, sono due cose completamente diverse.

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  • Arianna Colombo
    09/09/2021 at 14:52

    Ciao!
    Questa ferrata l’ho percorsa a luglio 2021 e ho qualche nozione di arrampicata. Devo dire che senza quelle non sarei riuscita a percorrerla. L’esposizione è alta e su alcuni passaggi mi è sembrata strapiombante. Mi sento di mettere in guardia sulla roccia che in due occasioni mi sono rimaste in mano. Alcuni chiodi in alto non sono inseriti bene nel terreno. Inoltre, il percorso per l’attacco non è ben segnalato e il terreno scarica parecchio.

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  • Alessia Bobi
    11/07/2021 at 18:59

    La ferrata NON è ottimamente attrezzata al momento, ci son diversi chiodi che sono usciti dalla roccia. Inoltre sembra sia crollato qualche pezzo di roccia nel primo traverso verso sinistra, rendendo la salita difficile senza tirarsi su col cavo. Nel complesso la ferrata dovrebbe avere la stessa difficoltà della Venticinquennale ai corni di Canzo, ma secondo me è più difficile.

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  • marina bartolini
    22/12/2020 at 14:35

    Sono abbastanza neofita, prima di affrontare questa ne avevo già fatte alcune facili. Questa non è assolutamente banale, sia per l’esposizione che per lo sforzo fisico. Comunque mia figlia di dodici anni, decisamente atletica, l’ha fatta come sua prima ferrata, raggiungendo la vetta con grande soddisfazione.

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  • Roberto Librio
    20/09/2020 at 10:36

    19-09-20 Ferrata Maurizio e cima del monte Alben.
    Molto bella e fisica.
    Rispetto alla traccia su Ferrate365. it su wikilock ho registrato il percorso a/r verso il monte Alben, e in discesa ho fatto il sentiero 501 che scende a nord/est dal passo della forca. Si allunga un pochino ma probabilmente è più dolce, anche se non ho potuto verificare personalmente l’altro più diretto che scende dal lato nord.
    Per trovare l’attacco seguire i bollini blu, rimanere dal lato sinistro della funivia salendo.

    https://it.wikiloc.com/percorsi-via-ferrata/ferrata-maurizio-allanticima-dellalben-57060377

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  • diegorotamartir
    10/09/2020 at 14:17

    Ferrata fatta in data 09.09.2020:
    Bellissimo itinerario, consigliatissimo ad amanti di ferrate.
    La ferrata è ben attrezzata (corde e pioli nuovi in ottimo stato) e mai troppo impegnativa. Il secondo tratto è abbastanza esposto su pareti di roccia verticali che quindi richiedono un buon allenamento. Il paesaggio (vista valle) lungo tutto la ferrata è davvero bello. Arrivato in cima alla ferrata merita salire fino alla croce sul Monte croce, per poter poi spostarsi (se il tempo lo permette) fino alla cima dell’Alben (sentiero 501). Li, troverete una vista a dir poco incantevole. Per scendere consiglio di seguire il sentiero 501 (dal passo Forca), fino all’inizio del bosco, dove troverete poi la deviazione per rientrare su un sentiero orizzontale sino alla conca dell Alben (cartello in legno bel visibile)

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  • guido.maluccio
    02/09/2020 at 12:45

    A section of ledge has collapsed at the start of the vertical via ferrata (after crossing the gully that has ice early in the season). This makes the start much more difficult but has not affected the safety of the route. Maybe the CAI will add some new steps on that section in the future.
    Excellent and committing via ferrata that has recently been re-equipped. We extended the day with the easy scramble/hike to Monte Alben and then round back via the Sapli pass, which is beautiful.

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  • Alessandro Verdoni
    18/07/2020 at 23:00

    Ferrata ben attrezzata anche nei passaggi più impegnativi. La parte bassa è un po’ banale, forse si sarebbero potute attrezzare le roccette sopra il cartello di vestizione e andare su più diretti…
    La parte alta è molto divertente e anche se in alcuni punti verticale, mai atletica.
    Anche mio figlio di 12 anni è passato senza difficoltà.

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  • Emilio Asperti
    21/06/2020 at 18:42

    percorsa oggi 21/06/2020 ferrata che di solito faccio quando fa caldo in quando si parte già da 1500 metri fino a 2000 e la mattina è in ombra, arrivati al cartello dell’area di vestizione in realtà non serve indossare l’imbrago in quanto la ferrata vera comincia 20 minuti più avanti, ma direi che è quasi obbligatorio indossare il casco in quanto tutto il percorso è di tipo dietritico e molto instabile quindi la caduta di sassi è piuttosto frequente
    dal parcheggio all’inizio della ferrata servono circa 50 minuti, la ferrata idem arrivati in cima si puo proseguire per altri 20 minuti e arrivare alla cima croce. per il ritorno consiglio di ridiscendere il tratto fatto per arrivare alla cima si incrocia un sentiero tenere la sinistra aggirare la montagna e scendere per il bosco e si ritorna al parcheggio in un’ora circa, esiste anche un sentiero dall’altra parte della cima ma sconsiglio vivamente.

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  • enricocasalini
    21/05/2020 at 11:43

    In data 20/05/2020 il pannello informativo posto nella conca dell’Alben (zona di parcheggio e partenza per la ferrata) riportava un cartello con la scritta: “FERRATA INAGIBILE”. Ho chiamato i vari comuni della zona e il collegio delle guide alpine della Lombardia, ma nessuno ne sapeva niente.

  • Grigis Paolo
    20/08/2019 at 13:56

    One of the best Bergamo via ferratas. The exposition of some passages makes the adrenaline skyrocket. Technically facilitated but perfectly designed. If you want to do it I will gladly accompany you.

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  • lorenzogritti9
    02/08/2019 at 21:16

    Very beautiful via ferrata, technically not too demanding, some more difficult passages. For most of its journey it extends on exposed walls. Carried out in the morning with overcast skies and therefore saved from the August sun.

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  • Gaia Leonardi
    24/06/2019 at 10:19

    I have been on the road for a year now, I don't exceed the MD for now. I call myself a neophyte with a fair number of climbs; choice of subjective prudence. Maurizio, in my opinion, is divided into two large chapters: the first that goes up the gully, to be done carefully but in the range of difficulty. The second one, while remaining at the limit of the MD degree, presents a much more expensive account in terms of physical effort, work of arms and self-control in vertical exposure. For those who already have years of climbing on their back no problem, for those like me who in principle must plan to go up with those who can possibly help out. I would say essential longina stop and I recommend having good shoes. Made in late June and in the morning completely turned in the shade, this is a good thing. The complete ride however is wonderful except for everything.

  • Filippo Rosi
    16/04/2019 at 10:53

    Very nice this ride at the Alben. The route is vertical in the second part with difficult passages that are always exposed. The via ferrata is beautiful. Then combined with ascent to Monte Alben.

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