Complessità dell'Escursione
  • Difficoltà tecniche
    2/5
  • Difficoltà ambientali:
    4/5
  • Esposizione:
    3/5
  • Impegno fisico:
    5/5
Dettagli della Ferrata
Relazione Video
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Relazione Via Ferrata

Generale:

Relazione della lunga e famosa Ferrata degli Alleghesi al Monte Civetta nelle Dolomiti di Zoldo. Itinerario magnifico ma impegnativo per lunghezza, dislivello e durata così come per il rientro che può avvenire per la via normale (attrezzata) oppure per l'impegnativa Ferrata Tissi.

 

Località di partenza:

Per intraprendere la Ferrata degli Alleghesi ci son più punti di partenza in base al tipo di itinerario che si desidera percorrere. Ne suggeriamo due:

  1. Se l'obiettivo è salire la Ferrata degli Alleghesi, raggiungere la vetta e rientrare dalla via normale, l'opzione consigliata è lasciare l'auto nei pressi dell'abitato di Palafavera compresa tra la Val Zoldana e il Passo di Staulanza. In prossimità di un campeggio c'è un ampio piazzale da cui si intraprende l'escursione. Indicazioni per Google Maps disponibili qui.
  2. Se l'obiettivo è percorrere la Ferrata degli Alleghesi, raggiungere la vetta e rientrare dalla Ferrata Tissi, l'opzione consigliata è lasciare l'auto nei pressi di Malga Grava. Risalendo la Val Agordina all'altezza dell'abitato di Chiesa si prende a sinistra Via Grava fino al suo termine in prossimità di una malga contornata da ampi prati verdi. Indicazioni per Google Maps disponibili qui.

La relazione terrà in considerazione l'opzione 1. Se si vuole scegliere la seconda opzione, consigliamo di leggere la relazione della Ferrata Tissi e di modificare l'avvicinamento per raggiungere l'attacco della Ferrata degli Alleghesi.

 

Avvicinamento:

Dai pressi del Rifugio Palafavera dove abbiamo parcheggiato si sale seguendo le indicazioni del sentiero 564 che sale dolcemente nel bosco su stradino fino a Malga Pioda (1850 m - ca 1h). E' possibile salire al Col de la Traversa con seggiovia da Palafavera risparmiando circa 400 m di dislivello. Si prosegue in salita tenendo il sentiero 556 che con chiare indicazioni conduce al Rifugio Sonino Coldai (2132 m - ca 1h 30' dal parcheggio).

Dal rifugio saliamo in direzione della Forcella Coldai fino a incontrare un bivio. A sinistra si stacca il sentiero 557 - denominato Sentiero Tivan - che senza salire troppo ripidamente ci condurrà all'attacco della Ferrata Alleghesi. Saliamo fino a piegare verso destra (est) e salire un canalone su fondo detritico con brevi tratti attrezzati fino a raggiungere uno spezzone di corda più esposto su roccette sotto il Muro del Tivan che è il preludio all'attacco della Ferrata degli Alleghesi (1h 30' dal Rifugio Coldai - ca 3h dal parcheggio).

 

Ferrata:

L'attacco è su una serie di staffe metalliche su placca verticale. Saliamo in traverso verso destra su alcuni pioli metallici prima di salire una nuova serie di staffe verticali e successivamente su lunghi pioli metallici in traverso verso sinistra. Traversiamo in orizzontale e nuovamente verticali su una lunga serie di staffe metalliche. Guadagniamo rapidamente quota ed esposizione raggiungendo una scaletta metallica in sostenuta esposizione. Ci troviamo ora all'interno di un canalino verticale ma ricco di buoni appigli per mani e piedi su buona roccia che favoriranno una salita arrampicando aiutati in un paio di punti da pioli metallici sul lato destro. Usciamo da questo canalino e seguendo gli abbondanti bolli rossi pieghiamo verso sinistra su placca in direzione di un secondo canalino arrampicabile come il precedente. Si sale all'interno del canalino sul lato destro utilizzando gli ottimi appigli e l'abbondante serie di staffe metalliche e usciamo da questo canalino sfruttando alcuni infissi metallici presenti.

Termina questa prima sezione della lunga ferrata e ci troviamo ora in un ambiente più aperto con visibile la nostra meta. Iniziamo a salire una serie di placchette tendenzialmente prive di appigli e levigate dove saliremo a tratti in aderenza e a tratti sfruttando pioli metallici. La vista si apre ora passando dall'imponente Punta Tissi al versante opposto col Lago Coldai quasi mille metri sotto i nostri piedi. Questo è un tratto relativamente facile della via con pochi brevi balzi verticali e alcuni tratti di trasferimento. Raggiungiamo una cengia che con alcuni passaggi privi di difficoltà sostanziali ci conduce in cresta. Percorriamo un tratto di cresta e quindi rimaniamo sotto il filo sul lato sinistro in una cengia attrezzata ed esposta.

Dopo questo facile tratto incontriamo un nuovo tratto di salita su roccette e placche piuttosto impegnative dove non sarà facile arrampicare a causa della roccia decisamente levigata. Proseguiamo in salita alternando tratti lisci con alcuni ottimamente appigliati e facilmente arrampicabili. Usciamo da questo tratto di salita su ampio crinale con balzi rocciosi. Seguiamo la traccia prestando attenzione sia a non smuovere sassi che a eventuali tratti innevati presenti che ci conducono all'ultima sezione della via.

Quest'ultima sezione richiede una buona dose di concentrazione più che per la difficoltà dei passaggi per la stanchezza accumulata nella lunga salita. Ci troviamo a dover salire un ultimo balzo di circa cento metri prima di concludere alla croce di vetta. Iniziamo da un terrazzino panoramico con stupenda vista sul Pelmo con una parete ricca di appigli ma decisamente verticale. Si piega poi a sinistra e si raggiungono alcuni balzi verticali che nuovamente ci portano a traversare in forte esposizione verso sinistra. Il traverso non è impegnativo sebbene esposto. Pieghiamo nuovamente a destra per guadagnare gli ultimi metri con una serie di passaggi su roccia levigata che potrebbero richiedere una certa trazione. Si utilizzano le ultime energie e si raggiunge il crinale. La cresta piuttosto ampia e con traccia evidente prosegue verso sinistra. Notevole la vista sul versante est in direzione di Alleghe con dislivello di oltre mille metri sotto i nostri occhi. Si prosegue per circa 5 minuti in cresta raggiungendo la croce di vetta del Civetta (3220 m - 3h 30 dall'attacco - 6h 30' totali).

 

Discesa:

Dalla croce di vetta del Civetta noteremo una traccia con bolli rossi che scende sul versante est in direzione del sottostante Rifugio Torrani. Il rifugio (20' dalla vetta), visibile praticamente subito, è raggiungibile per sentiero senza difficoltà. Dal rifugio seguiamo la traccia che scende fino a raggiungere un bivio segnalato: a destra scende l'impegnativa Ferrata Tissi che ci conduce a Forcella delle Sasse mentre a sinistra scende la via normale anch'essa attrezzata. In questa relazione ipotizziamo la discesa dalla via normale.

Val la pena iniziare dicendo che la discesa per la via normale è una discesa impegnativa e che richiede massima concentrazione. Si seguono in discesa i vari bolli rossi che in breve ci portano a un primo passaggio di disarrampicata su un camino privo di protezioni. Il passaggio non è proibitivo ma richiede piede fermo per la discesa. Proseguiamo la discesa lungo la via fino a incontrare su un balconcino il primo tratto di fune principalmente utilizzabile come corrimano. Proseguiamo la discesa incontrando alcuni gradoni che ci conducono in discesa su un pianoro da cui iniziano le principali difficoltà della discesa.

Iniziamo ora a scendere una lunga serie di roccette a cui segue un balzo verticale più impegnativo. Serve un minimo di attenzione a cercare gli appoggi peraltro presenti. Proseguiamo ora in discesa su una placchetta inclinata sotto in tetto roccioso che tende a essere piuttosto umida a causa dell'acqua che scende dal nevaio. Proseguiamo la discesa incontrando alcuni passaggi impegnativi ci discesa su placca a cui seguono brevi camini.  Continuiamo la discesa su placche e cenge fino a raggiungere il nevaio dove di fatto terminano le difficoltà e con esse le attrezzature metalliche. Notevole la parete appena percorsa in discesa.

A questo punto percorriamo a sinistra il sentiero Tivan che costeggia le pareti est del Civetta fino a raggiungere il punto in cui abbiamo abbandonato il sentiero durante l'avvicinamento per intraprendere la ferrata. Da questo tratto, si prosegue a ritroso per il sentiero di avvicinamento passando per il Rifugio Coldai e quindi in discesa a Palafavera (4h dalla vetta del Civetta - ca 10h 30' totali).

 

Note:

La Ferrata degli Alleghesi è uno degli itinerari più iconici delle Dolomiti. La difficoltà tecnica della via è moderata e questo lo rende uno dei percorsi battuti del panorama delle Dolomiti Bellunesi. La lunghezza dell'itinerario è tuttavia notevole così come il dislivello e richiede ottimo allenamento, eventualmente spezzano l'itinerario in due giorni. La ferrata è in buone condizioni e le attrezzature sono abbondanti e presenti ovunque le difficoltà siano sostenute. Notevole il panorama e l'ambiente in cui si sviluppa la via.

 

Opportunità:

Come anticipato in relazione la Ferrata Alleghesi viene spesso abbinata alla vicina Ferrata Tissi, percorrendo quest'ultima in discesa perché più breve nonostante sia più difficile. Rimanendo nella zona del Civetta ci sono altre importanti e interessanti vie ferrate generalmente di livello impegnativo: la Ferrata Gianni Costantini alla Moiazza e la Ferrata Fiamme Gialle nel Pelsa. Scendendo in direzione di Belluno incontriamo altre interessanti ferrate, tra la Ferrata Sperti, Marino Guardiano e Zacchi.

  • Simone Nale
    05/12/2018 alle 16:06

    Giro fatto nell’agosto del 2014: tecnicamente non molto difficile ma fisicamente molto impegnativo.
    Fatta in giornata la discesa per la normale è piuttosto sfibrante soprattutto quando inizi ad abbassarti verso il sentiero Tivan: è necessario tenere alta la concentrazione anche se la stanchezza cerca di averla vinta.
    Panorama impagabile dalla cima.

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Webcam Ferrata degli Alleghesi in località Malga Fiorentina - Civetta.

Webcam a Malga Fiorentina - Civetta