• M. G.
    01/08/2022 alle 09:36

    Fatta a fine luglio 2022. Nonostante legga qui alcune valutazioni di “banalizzazione” il primo tratto della ferrata è molto molto difficile. Stante anche l’impossibilità di tornare indietro. Gli appoggi per i piedi in questo tratto sono inesistenti e gli scarponi da avvicinamento non danno affidamento di tenuta. Consiglio scarpe da arrampicata. Da non sottovalutare per chi la approccia anche l’ansia da caduta. Per il resto l’avvicinamento di un’oretta è piuttosto ripido. Superato il tratto critico si procede con meno difficoltà salvo un altro paio di strapiombi e il famoso stretto camino (anche io in difficoltà con lo zaino, anche perchè il tratto in sè non è nemmeno facile). Ad ogni modo la parte superiore è anche arrampicabile senza patemi. Bellissimo il contesto lungo tutto il percorso, austero e selvaggio. Arrivo al Piz Boè appagante (anche se la presenza di molta gente anche in discesa fa sparire la sensazione di isolamento). Consiglio di scendere a piedi dal Pordoi, il sentiero di discesa è per certi versi divertente. Nel complesso c’è la tensione nervosa per il primo tratto ma a livello di impegno fisico altre (es. Mesules) ne presentano di più. Come nota a margine mi chiedo perchè non mettere un paio di chiodi (non dico staffe) per i piedi nei primi tratti, a mio modo di vedere non snaturerebbe nulla. Nota positiva l’attrezzatura risicata in generale, rispetto al troppo ferro di altre ferrate recenti.

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  • alessiobeltrami.personal
    18/07/2022 alle 18:55

    Fatta il 17/07/2022. Dalle recensioni e dal parere di un amico che la fatta una settimana prima di me, mi aspettavo un qualcosa di veramente molto tosto che mi potesse dare del gran filo da torcere, invece la ferrata di per se ha pochi punti dove le scarpette di arrampicata sono servite per darmi più stabilità negli appoggi. Detto ciò la ferrata mi è piaciuta tanto e sono rimasto molto contento della giornata con condizioni perfette.

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  • cristianpaparoni
    05/07/2022 alle 00:50

    Ferrata atletica e difficile. Se non si è sicuri di poter superare la prima parte (40m circa) è meglio evitare. Serve forza di braccia e soprattutto sicurezza negli appoggi senza paura di cadere. Da fare dopo aver fatto altre ferrate di media difficoltà oppure con ottime basi di arrampicata. Quasi impossibile tornare indietro se non si riesce a superare i primi metri. Il paesaggio è molto bello, sia l’avvicinamento che parte dal bellissimi Ossario che la visuale sulla Marmolada. La ferrata non è molto lunga quindi se si sale presto si può scendere anche in mezza giornata per chi ha buon passo (scendendo dal ghiaione oppure con funivia da Sass Pordoi) altrimenti considerate una giornata interna. Vetta un po’ deludente in se per la presenza di un rifugio che di un mega pannello che di molta gente: rovinano un po’ il paesaggio lunare e solitario del gruppo del Sella. Visuale comunque eccezionale sulle altre vette delle Dolomiti. Nel complesso consiglio vivamente a chi ha esperienza e non soffre minimamente di vertigini o di ansia.

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  • iz4beh
    17/08/2021 alle 20:57

    I primi 40 metri sono veramente tosti, poi dopo il ponte diventa più facile
    con alcuni passaggi comunque tecnici. Bellissima escursione.
    Rientro al passo Pordoi per la forcella con discesa dal ghiaione in mezzo alla bolgia di gente che saliva.

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  • Ale Sandrino
    04/09/2020 alle 20:57

    Fatta in agosto 2019 con un amico.
    La ferrata è impegnativa sia per alcuni passaggi di braccia sia per la lunghezza del percorso.
    Il primo pezzo dall’ attacco è abbastanza tosto perché si deve usare parecchio la forza delle braccia essendo una parete verticale con pochi appigli .
    Arrivati al primo terrazzamento la via inizia ad essere un pò più semplice.
    Arrivati alla capanna Fassa si gode di bellissimo panaroma .
    Il rientro verso la seggiovia del piz boè è un pò lungo considerando la fatica per fare la ferrata ma ne vale la pena .

  • Alex Michelazzi
    29/08/2020 alle 15:10

    Effetuata il 24/08/2020
    I primi metri(circa 10) sono veramente tosti ,bisogna tirarsi su a son di braccia poi ci sono ancora due punti tecnici sparsi sulla ferrata .
    Il ponte tibetano è veramente stupendo (a circa 30 min dall’attacco ) ,man mano che si sale la ferrata diventa meno tecnica per poi finire con tratti in libera e non .
    Fate attenzione nell’ultimo segmento perche i segnali sono arancioni e si possono confondere con i licheni sulle rocce .
    Nel complesso una salita stupenda abbastanza tecnica e anche fisica sopratutto perche finita la ferrata si sale lungo il sentiero fino a quota 3152 dove troverete il rifugio capanna piz fassa e godrete di un ottima vista

  • Roberto Librio
    03/08/2020 alle 14:38

    Il tratto iniziale verticale, liscio e strapiombante, è veramente impegnativo, io non ho avuto modo di studiarlo e di affrontarlo con la dovuta calma perché volevo sbrigarmi, in quanto il meteo avrebbe potuto peggiorare dopo poche ore. Mi sono tirato su a forza di braccia velocemente trazionando il cavo. Anche il caminetto è stato difficile da superare, perché con lo zaino si passava a stento, non potendo progredire come avrei voluto, e io non sono massiccio. Successivamente la ferrata si è addomesticata e diventava piacevolissimo e semplice salire. Ultimo pezzo su facili roccette in libera. Nel complesso la ferrata è molto bella e verticale, con pochissimi ferri supplementari se non il cavo, e non adatta a principianti.

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  • eu.miotto
    16/07/2020 alle 14:29

    ferrata e giro di rientro per forcella Pordoi appena terminati,ferrata molto bella con i primi 50mt molto tecnici,per me,che ho tecnica di arrampicata,devo dire che non è stata difficile,purtroppo per chi non arrampica di solito può trovare questa ferrata molto faticosa ed impegnativa.cmq la roccia offre molti appigli per mani e piedi,basta solo non lasciarsi tentare dal cavo per non commettere l’errore di tirarsi su di ora con le braccia.

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  • scattolin.stefano
    08/09/2019 alle 12:49

    Fatta la settimana di ferragosto, vi lascio immaginare il via vai di persone in coda per salire. Confermo la partenza molto sulle braccia con appigli per i piedi davvero contati, per lo più avere davanti una famiglia con la figlia di dieci/dodici anni che bloccava tutti e restare appesi sul traverso ad aspettare proprio non ve lo consiglio!!
    In seguito tutto più facile, prestare attenzione a circa metà percorso, termina la fune e le frecce direzionali rosse ti portano troppo verso sinistra a salire in arrampicata!

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  • Filippo Rosi
    17/02/2019 alle 08:15

    Un grande classico. Se allenati è una salita di grande soddisfazione. Difficoltà nella prima metà poi gradualmente più facile. Gran soddisfazione raggiungere il Piz Boe

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  • marcomelioli
    18/01/2019 alle 00:15

    L’attacco della ferrata è di quelli terrificanti, anche perché arriva dopo un avvicinamento spaccagambe di 1h e 30. Roccia untissima, cavo liscio consumato, verticalità massima e pochissimi appigli. Il traverso in obliquo è durissimo, è richiesta una buona forma fisica e forza nelle braccia per oltrepassare questa parte iniziale, dopodiché tutto sarà più semplice. Alta esposizione per tutta la ferrata, nel camino io ho attaccato lo zaino con un rinvio al mio imbrago, se lo si tiene sulle spalle è facile incastrarsi. Ferrata assolutamente da fare, se si sale fino in cima al piz boé l’escursione risulterà molto faticosa, ma credo una delle più belle sotto il profilo ambientale.

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  • Alessandro Iotti
    19/08/2018 alle 19:02

    I primi 15 minuti della ferrata li ricordo molto difficili. Il traverso fatto quasi in apnea per la mancanza di appigli. Cala in difficoltà man mano che si sale pur mantenendosi impegnativa e generalmente difficile. Vista stupenda sulla Marmolada, la Val Badia e le lontane Dolomiti Ampezzane. Faticosa la salita al Piz Boè al termine della ferrata. La rifarò sicuro.

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