Complessità dell'Escursione
  • Difficoltà tecniche
    4/5
  • Difficoltà ambientali:
    2/5
  • Esposizione:
    4/5
  • Impegno fisico:
    4/5
Dettagli della Ferrata
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Relazione Via Ferrata

Generale:

La Ferrata del Centenario CAO Como al Monte Grona è una ferrata difficile, da percorrere se in buona forma fisica e con buona esperienza di ferrate. L'itinerario presenta dal suo ottima roccia, con diversi intagli naturali e prese che rendono in larga parte la salita arrampicabile. Forte esposizione lungo quasi tutta la via.

 

Località di partenza:

Il punto di partenza dell'itinerario è Monti di Breglia in provincia di Como. Si raggiunge l'isolata località, giungendo prima a Breglia quindi svoltando a sinistra in salita prima dell'ingresso nel paese in salita (cartello marrone poco dopo la rampa). Lungo la strada (prima asfaltata ma accidentata, poi non più asfaltata) arriveremo a un tornante in cui è indicato con una P il possibile parcheggio sul bordo sinistro. Posteggiare l'auto.

Indicazioni per Google Maps disponibili qui.

 

Avvicinamento:

Dal tornante parte una salita sterrata con indicazioni per il Monte Grona e il Rifugio Menaggio. Salire per il sentiero fino a un bivio in cui entrambi i sentieri portano al rifugio. Scegliendo il sentiero alto (destra) si accorcia di poco ma è più panoramico e più fatico (45' per il rifugio). Il sentiero basso (sinistra) è meno faticoso e poco più lungo (1h per il rifugio).

Dal rifugio si prosegue lungo il sentiero con cartelli che segnano la via. Si prosegue in direzione sud-ovest fino a raggiungere il cartello bianco che indica l'inizio della ferrata la Monte Grona (ca 1h 15' dal parcheggio).

 

Ferrata:

La ferrata si sviluppa lungo una cresta rocciosa con alcuni risalti (denti) che vanno risaliti. Come avviene per molte ferrate lombarde, avremo a sostegno sia una fune che una catena, che (purtroppo) a volte si incrociano e richiedono cambi di moschettoni anche in assenza di fittoni.

Il primo torrione risale subito molto ripido con roccia buona e ricca di fratture e sporgenze così da poter fornire prese e appigli per le mani. La linea di salita è verticale inizialmente verso sinistra. Si guadagna subito molta esposizione (cosa che ci accompagnerà lungo tutta la via). La salita è ripida e si devia regolarmente a destra o a sinistra per risalire alcuni impegnativi balzi rocciosi. Si raggiunge quindi un traverso orizzontale verso sinistra e si rimonta una difficile parete verticale più povera di appigli rispetto alla precedente. Si giunge in un camino roccioso a prima vista poco invitante in cui catena e cavo seguono due direttrici diverse: il cavo tiene il lato destro, la catena il lato sinistro. Il passaggio non è banale e conviene studiare bene i passaggi, considerando le staffe sul lato sinistro, decisamente utili per i piedi. Risalito l'impegnativo camino, catena e fune si riuniscono e si risale una breve parete, aggirandone la sommità verso sinistra.

Si giunge quindi dopo un breve tratto orizzontale nei pressi di uno spigolo che risaliremo sul suo lato sinistro per alcuni metri. Giungiamo a un aereo traverso di cresta che percorreremo verso sinistra riportandoci sotto un'altra bella placca verticale da risalire in arrampicata. Continueremo a percorrere la salita verso sinistra, percorreremo un difficile traverso inizialmente orizzontale poi sempre più diagonale aggirando uno spigolo dopo il quale risaliremo una parete un poco più appoggiata e arrampicabile. Concludiamo con un pezzo in discesa questo tratto il primo torrione e noteremo in prossimità del secondo torrione il cartello della prima via di uscita.

La seconda torre - che è meno lunga e impegnativa della prima - si presenta subito con un passaggio ostico. Si deve risalire un passaggio strapiombante in un intaglio roccioso. Una staffa sulla sinistra ci potrà risultare molto utile nella progressione. Attraversato questo punto ostico, si risale ancora alcuni metri, si traversa verso sinistra risalendo una serie di rocce appoggiate. Giungeremo così in prossimità della terza e più difficile torre.

La terza torre è più levigata delle precedenti e i primi metri sono particolarmente fisici. Gli appigli risultano assai minori e in questo tratto risulta più necessario l'uso della catena rispetto ai precedenti. Si traversa verso sinistra, anche con l'aiuto di alcune staffe, e poi si giunge a un passaggio esposto ed emozionante. In una fenditura rocciosa si deve procedere in spaccata per raggiungere l'altro lato della roccia in forte esposizione. Il passaggio non è difficile ma l'esposizione e l'adrenalina sono presenti. Oltrepassato questo tratto si risalgono altri 4-5 metri impegnativi poi si traversa verso destra in direzione di uno spigolo più marcato che noi dovremo risalire sempre in forte esposizione. Dopo questo termina il terzo torrione e ci apprestiamo a giungere al quarto e ultimo, dove prima di iniziare incontreremo un'ultima via di fuga.

Il quarto torrione parte subito molto difficile e, considerando che è alla fine, si deve arrivare ancora in forze. La placca iniziale è liscia e più difficile della placca del terzo torrione.  La placca risale offrendo pochi appigli e solo un paio di terrazzini in cui riprendere fiato e forza. Si traversa verso destra e si giunge nei pressi di uno spigolo che va risalito e successivamente di una spaccatura impegnativa da risalire. Si giunge quindi al termine del quarto torrione.

Si giunge quindi nell'ultimo tratto. Una breve salita verticale fino a un traverso leggermente strapiombante e quindi l'ultima placca fino a raggiungere con sentierino attrezzato l'agognata croce di vetta (2 h 45' dall'attacco - 4h totali).

 

Discesa:

Dalla cima del Monte Grona abbiamo 2 opzioni di discesa:

  • la Via Normale che scende senza particolari difficoltà. Dalla vetta si scende un breve tratto attrezzato fino a dove giunge la Direttissima. Si risale verso l'anticima Nord del Grona e seguendo il sentiero che scende tra roccette il versante nord, si giunge la Sella della Forcoletta e quindi in discesa verso il rifugio. Dal rifugio a ritroso per il sentiero di avvicinamento (1h 45' dalla cima - 5h 45' totali).
  • Dalla cima, si scende il tratto attrezzato e si noterà il canale dalla quale risale la Direttissima. Il percorso è più ripido e aereo della Via Normale. Ci porta nuovamente al rifugio e da lì a ritroso su sentiero di avvicinamento al parcheggio (1h 30' dalla cima - 5h 30' totali)

 

Note:

Come anticipato sopra, la ferrata risulta molto arrampicabile ma lunga e nel complesso comunque stancante quindi è importante fare un uso corretto delle braccia per evitare di trovarsi in difficoltà nei momenti topici (III e IV torrione).

In alcuni casi la catena e la fune si attraversano o si allontanano rendendo la progressione più impegnativa. Le vie di fuga lungo l'itinerario sono psicologicamente importanti se si pensasse di non riuscire a completare l'itinerario.

 

Opportunità:

Una ferrata impegnativa come questa difficilmente lascia spazio a un'altra ferrata nel corso della stessa giornata. Premesso ciò, non lontano dal parcheggio di questa ferrata, si può giungere alla Ferrata dei Picasass (verso sud) e la Ferrata Biasini o Succetti (verso nord). Si potrebbe anche aggirare il Lago di Como da nord e scendere fino alla corta Ferrata della Galleria di Morcate.

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    Webcam Ferrata del Centenario CAO Como in località Naggio - Rifugio Menaggio.

    Webcam a Naggio - Rifugio Menaggio