• dé boia
    14/09/2022 alle 00:05

    Fatta in due il 11/09/22
    Per chi come noi la fa per la prima volta, visto che anche la traccia gps è un po’ incerta in quel tratto, al termine della ferrata per raggiungere direttamente il sentiero Predacetti bisogna sempre e solo seguire la cresta. La traccia è poco battuta e non vi sono segni né ometti, in un punto bisogna arrampicarsi per 2-3 metri e più avanti c’è un breve tratto esposto.
    Perdendosi provvidenzialmente all’altezza dell’inizio del predacetti, su versante rifugio, è possibile scorgere la carcassa dell’aereo schiantatosi nel ’96, per noi è stata una bella sorpresa.
    Il Predacetti è bello ripido e scivoloso, in caso di maltempo è da evitare. Conviene affrontarlo coi bastoncini, noi ne eravamo sprovvisti perciò ringrazio chiunque abbia lasciato quei due bastoni in cima ❤
    La ferrata in sé è a ragione la più impegnativa delle apuane, più per la lunghezza che altro; solo il tratto finale è abbastanza ripido da risultare tecnicamente impegnativo. Tutto il resto è molto fattibile e spesso si è costretti a tenersi al cavo procedendo in aderenza, anche se ci sarebbero fior di appigli a 2 metri dal cavo, il che è abbastanza frustrante. Comunque si è sempre accompagnati da un panorama mozzafiato in avvicinamento, durante la salita e sulla cresta.
    L’impegno fisico è soggettivo, la fatica maggiore è decisamente in discesa ma con un minimo di allenamento non ci sono grossi problemi.
    Nota per i posteri: bestemmiare e insultare pesantemente tutti gli “esperti più” del mondo aumenta considerevolmente l’aderenza in discesa 😆

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  • nicola buratti
    30/08/2022 alle 19:34

    Fatta il 28/08/2022.
    Avvicinamento da località “biforco” svolto di notte in poco meno di 2h, tutto in salita su sentiero stretto e a tratti esposto. Abbiamo bivaccato nel rudere Alberghi, ai piedi dell’attacco della ferrata. Il casolare presenta un buon terrazzo ottimo per dormire in libera sotto le stelle o con tenda autoportante (per chi volesse spezzare l’escursione consiglio di svolgere il sentiero prima che tramonti il sole o solo se munito di ottime torce!). Sentiero ben segnato fino all’attacco della ferrata.
    Non sono un esperto del settore, arrampico da poco tempo e questa è stata la mia quarta ferrata.
    La salita al monte Contrario è stata per me un’escursione non facile.
    Il cartello, all’inizio del sentiero d’avvicinamento, indica la ferrata chiusa, le parti ad oggi danneggiate sono le seguenti: una sezione di cavo tranciato in una placca piana, non ripida, ne esposta, tranquillamente attraversabile utilizzando prudenza soprattutto se con presenza d’acqua. Inoltre ci sono 3\4 pioli fuoriusciti dalla roccia e un paio di corte sezioni nelle quali la corda metallica non è ben tesa. Nonostante ciò la ferrata è in buono stato e sicura. Speriamo in un ripristino e in un collaudo!
    Le difficoltà tecniche dell’ascesa non sono eccessive, con qualche base di arrampicata si riesce a superare quasi tutte le sezioni utilizzando le prese naturali su roccia, il che rendono questa ferrata un’ottima palestra d’arrampicata e una salita molto molto divertente. In alcuni tratti la verticalità aumenta e le pareti lisce hanno obbligato a tirarmi in cima con il cavo. L’esposizione aumenta con la salita ma non è mai eccessiva (solo l’ultimo traverso è ripido e esposto, ma con l’aiuto della catena si attraversa abbastanza bene). La vista durante la scalata è incredibile, per la prima volta ho provato emozioni forti realizzando di trovarmi appeso ad un vero e proprio versante. Si percepisce molto la sensazione di salita alla vetta tramite una via diretta e a tratti completamente verticale.
    Il paesaggio che circonda la ferrata è incredibile e selvaggio. La vera difficoltà incontrata è stata la lunghezza della via. Non abituato a vie lunghe e alpine mi sono ritrovato nelle ultime sezioni molto affaticato. Abbiamo impiegato 3h andando piano e con diverse soste. Consiglio di compiere l’escursione da allenati. Importantissimo: controllare il meteo!! In caso di pioggia ritengo i sentieri apuani e la ferrata pericolosi!
    Arrivati in cima tutta la fatica viene cancellata dalla bellezza della cresta.
    A pochi minuti si trova il rifugio Orto di Donna, ottimo ristoro.
    Per quanto riguarda il rientro non ho informazioni perché dal rifugio ci siamo diretti al bivacco Aronte (1.30 h su sentiero ben battuto e segnato). Dopo aver passato la notte nel bellissimo bivacco siamo tornati alla macchina lasciata a Biforco tramite il sentiero 36. Ripido, lungo ed esposto ma ben segnato.

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  • fabioscafo
    23/11/2021 alle 13:05

    Fatta sabato la ferrata del monte contrario, e’ stata ripristinata, il cavo è stato giuntato e la ferrata si presenta ora tutta in sicurezza.. Un po’ difficoltosa rimane la discesa a fine ferrata verso il paese di forno

  • polonia.maurizio
    29/09/2021 alle 06:26

    Fatta il 25/09/2021
    Risulta ancora chiusa ma i cavi sono stati ripristinati.
    Il sentiero 168 è inagi bile causa frana.
    Sul pradacetti io un paio di cavi ce li metterei visto la pendenza e l’esposizione pari alla ferrata.
    Per tempi difficoltà e lunghezza vanno benissimo quelli già detti in precedenza

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  • Davide de Feo
    07/09/2020 alle 10:34

    Percorsa ieri 06/09/2020. Va segnalato che la ferrata risulta ufficialmente chiusa dal 05/2018 (cartelli del soccorso alpino al parcheggio) a causa di alcuni tratti di cavo tranciati dalla caduta massi. Fortunatamente, nei due brevi tratti verticali in cui il cavo risulta non presente, qualcuno ha posizionato degli spezzoni di corda senza i quali continuare la ferrata in sicurezza risulterebbe molto difficile. Poiché la corda al contatto col cavo metallico tende a lesionarsi velocemente, consiglio di informarsi bene sulle condizioni prima di affrontare la salita. I tempi indicati sul sito sono corretti; noi abbiamo impiegato meno di due ore per l’avvicinamento e circa due ore per la ferrata.
    Per quanto concerne l’avvicinamento segnalo che una volta giunti all’inizio del canale degli alberghi il sentiero 167 si perde un po’ tra l’erba, alcuni ometti inviterebbero a seguire un canalone laterale sulla destra mentre il sentiero prosegue sul versante destro del canale degli alberghi in direzione prima di un piccolo rudere in pietra e poi di un grosso fabbricato abbandonato (segni bianchi rossi). Più avanti troverete la deviazione per la ferrata (segni blu).
    La ferrata non è, a mio personale parere, particolarmente bella in quanto si svolge tutta su placche abbattute; l’ambiente è però stupendo e molto selvaggio. Se percorso in giornate fresche questo itinerario non presenta particolari difficoltà se non la lunghezza complessiva. Il discorso cambia se lo si affronta in piena estate o in giornate molto calde. Il dislivello è molto e la ferrata rimane tutta al sole; attaccarla in pieno agosto potrebbe risultare un vero problema anche per persone molto esperte e fisicamente allenate, non parliamo di cosa potrebbe accadere a ‘normali’ escursionisti (si veda recensione precedente).
    Una volta giunti alla conclusione si può scendere in circa 15 minuti al rifugio.
    Il problema vero dell’escursione è rappresentato dalla discesa. Il ritorno più comodo e sensato sarebbe per il sentiero 186 e poi per il 168 ma il sentiero 168 è chiuso e totalmente impraticabile a causa di frane e dell’attività delle cave nella sua parte terminale (non tentate di scendere da quest’ultimo). Vi sono quindi due possibilità: la prima, molto lunga, è di concatenare il sentiero 186 al 37 per arrivare al Paese di Forno e da li recuperare la macchina. La seconda è quella di fare il sentiero dei Pradacetti.
    Si può prendere questo ‘sentiero’ in due modi:
    direttamente dal termine della ferrata seguendo la cresta verso sinistra (ovest)
    dal rifugio seguendo il sentiero 186 per circa 20 minuti ed abbandonandolo, non appena usciti dal bosco per andare verso sinistra in cresta.
    ATTENZIONE: non si tratta di un verso sentiero ma di una traccia indicata da bolli rossi scoloriti ed ometti che si butta in un canale parallelo a quello degli alberghi ed intercetta il sentiero di salita (167). Dal rifugio alla macchina si impiegano circa 3:30H-4H. Come detto da chi mi ha preceduto nelle relazioni: mi sento di sconsigliare questo sentiero a chi non ha piena dimestichezza col terreno apuano e basi alpinistiche. Si tratta di un percorso pericoloso che, soprattutto nella prima metà, presenta numerosi tratti esposti e verticali con passaggi di primo grado su roccia marcia in cui non ci si può assicurare. Assolutamente impensabile affrontarlo col bagnato.

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  • Petra Satin
    22/08/2020 alle 17:35

    Ferrata Monte Contrario fatta 21 . Agosto 2020 . Percorso e ferrata veramente dura e senza fine. Tempi indicati sotto il sole di agosto , peso dello zaino sulle spalle con tutte le dovute soste e stato per salita 7 ore Pernottamento al rifugio Orto di Donna e giorno dopo ritorno, altrettanto difficile di altre 7 ore complessive , passando dal sentiero 186 e 37 visto che quello indicato il 168 é franato. Sconsiglio vivamente di fare tutto anello in una giornata. Secondo me e impossibile per una persona normale. Consiglio di portarsi acqua abbondante se lo si percorre in questo periodo. Riguardo alla ferrata secondo me tecnicamente non e difficile, ma la stanchezza del avvicinamento influisce sulla ferrata successiva, togliendo forze. Nonostante la grande fatica, e il paesaggio meraviglioso e vario , che la nostra esperienza e stata positiva.

  • Gioele Carboni
    31/05/2019 alle 15:42

    L’escursione è in effetti molto impegnativa, ma la soddisfazione alla fine è tanta. La ferrata è bella perchè, a parte due brevi tratti, vi è il solo cavo di acciaio per assicurarsi: in questo modo, secondo me, si stimola l’escursionista ad arrampicare senza l’ausilio di “aiuti” artificiali (basta metterne alcuni nei punti veramente difficili). Il panorama che si gode durante l’ascesa è a dir poco mozzafiato. Il cavo e i vari elementi sono in ottime condizioni a parte il tratto sulla larga placca inclinata (all’inizio), dove il cavo risulta tranciato (frana?); fortunatamente si può comunque procedere in tutta sicurezza fino a riprendere il tratto successivo. Per quanto riguarda il ritorno, io l’ho fatto seguendo il “sentiero” dei Pradacetti: non si tratta di un vero e proprio sentiero ma di una “linea di discesa” segnata con segni rossi (molto sbiaditi e non sempre visibili dall’alto) e diversi ometti. Penso che la discesa, estenuante, sia paradossalmente più difficile della ferrata stessa. L’unica raccomandazione che mi sento di dire è: scendete da quell’itinerario solo in caso di buona visibilità e con terreno asciutto, non è possibile assicurarsi in alcun modo (specialmente se siete soli!) e la verticalità è impressionante. Sicuramente uno degli ambienti più selvaggi di tutte le Apuane!

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  • tommy.76
    24/04/2019 alle 13:06

    La ferrata è tutta appoggiata su una placca enorme….nessuna difficoltà tranne nel finale più verticale…io sono alto e l’attacco del cavo è molto basso quindi molti tratti a carponi….a me personalmente la ferrata non è piaciuta molto ma l’escursione nel complesso è molto bella e lunga

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  • Riccardo Longhi
    11/04/2019 alle 11:49

    Lunga e impegnativa escursione. La ferrata è lunga e mai troppo difficile anche se il Marmo risulta non facile sempre da arrampicare. Difficile il sentiero di rientro dai Pradacetti.

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