• ricca113
    04/09/2022 alle 23:05

    Ferrata fatta il 4 settembre 2022, molto bella! sicuramente non da proporre come prima esperienza. L’ avvicinamento è stato molto ripido e faticoso ma per una durata di 15 min a passo non troppo spinto. la ferrata in se è dura in alcuni punti, ma per una persona allenata non è stato niente di che. la discesa l’ abbiamo fatta in doppia corda. La consiglio moltissimo a chi vuole cominciare a fare ferrate di un livello più alto. Sicuramente prima sarebbe meglio fare un po di esperienza! PANORAMA MOZZAFIATO! per la difficoltà anche io darei un DIFFICILE.

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  • davidetosi69
    25/08/2022 alle 17:12

    Percorsa il 23 agosto. Penso che il grado di difficoltà indicato (Difficile) non sia corretto. Ormai ho percorso più di trenta vie ferrate tra Appennini, Alpi e Spagna, di cui almeno una dozzina di grado Difficile e non ho mai trovato dei passaggi così impegnativi come i due strapiombi che sono collocati quasi alla fine di questa. Questi due passaggi meritano di essere classificati come “Molto Difficile” e dato che arrivano quasi alla fine della via, senza possibilità di uscire dal percorso né di fatto di tornare indietro se non facendo delle calate in doppia, l’intera via ferrata penso che meriterebbe il grado di Molto Difficile.
    La prima metà abbondante della via è comunque classificabile come Difficile, paragonabile alla vicina ferrata Barranco del Dolo in termini di impegno fisico. Quando poi si arriva all’ultimo sperone ci si trova davanti a due passaggi che richiedono un notevole sforzo di trazione con le braccia. E’ quindi consigliabile arrampicare il più possibile nella prima parte, anche se in alcuni tratti la disposizione del cavo e delle altre attrezzature in realtà non facilitano l’arrampicata, perché poi la forza di braccia servirà tutta per superare i due strapiombi a fine ferrata. Il primo dei due potrebbe anche essere superato abbastanza in agilità con pochi movimenti rapidi e ben studiati, ma il posizionamento di un fittone richiede il passaggio dei moschettoni proprio durante il superamento dello strapiombo con conseguente trazione sul cavo con il solo altro braccio per il tempo necessario a completare l’operazione.
    Il secondo strapiombo invece è difficile a prescindere dal posizionamento delle attrezzature, che anzi sembrano fin troppo abbondanti, perché se lo si affronta verticalmente richiede in ogni caso di issarsi di braccia di forza sopra allla “pancia” della roccia, se invece si decide di aggirarlo è necessario andare ad appoggiare il piede destro su un appoggio naturale che è situato a più di un metro dal cavo con un passo in spaccata molto ampia che richiede forza ed elasticità di gambe.
    Alla fine nonostante lo sforzo notevole per completarla, è una ferrata che non regala molto in termini di paesaggio o di esperienza di arrampicata. Forse andrebbe ridisegnata. Molto meglio l’altra ferrata di Civago, la già citata Barranco del Dolo.

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  • Daniele
    14/06/2022 alle 14:27

    Son andato da solo, era la mia seconda ferrata del giorno, mi son trovato in un momento a dovermi sollevare di peso solo con le braccia quando ero già stanco. A distanza di un paio di giorni, ho davvero un bel ricordo!

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  • cellucceli
    12/11/2021 alle 12:40

    Bella ferrata sia per ricerca tecnica con un passaggio particolarmente impegnativo verso la fine (la “pancia”), sia per l’ambiente appenninico, che nella stagione autunnale a mio parere è bellissimo; piacevole anche il rientro passando per il vicino rifugio San Leonardo

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  • mariomossone43
    15/09/2021 alle 16:42

    Percorsa l’11-9-2021.
    La bellezza della ferrata fa ben presto dimenticare il sentiero di avvicinamento, ripido, particolarmente scomodo e che richiede una certa attenzione per individuarne lo sviluppo.
    La ferrata è ben attrezzata ma, seppur breve, alquanto impegnativa.
    Per parcheggiare l’auto conviene inoltrarsi sulla strada bianca (da percorrere con attenzione) per circa 500 metri avvicinandosi così al punto in cui è posizionato il cartello indicante la via ferrata.

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  • Lorenzo Zoffoli
    09/11/2020 alle 08:49

    Percorsa inizio novembre, periodo ideale per temperatura in quanto la ferrata è esposta al sole sin dalla mattina.
    Avvicinamento di 30/40 minuti ma molto ripido: da affrontare con calma per non finire le forze ancora prima di iniziare la ferrata.
    Ferrata di per se non difficile, arrampicabile e non esposta per cui molto divertente. Sono sempre presenti dei punti di sosta dove riposare e riprendere le energia. Come da tutti citato il punto chiave è nell’ultimo tratto in un diedro con esposizione negativa. Riprendere le energie prima di affrontarlo, studiarlo accuratamente ed eseguirlo tutto di un fiato perchè lo sforzo fisico sulle braccia è notevole: questo passaggio potrebbe risultare ostico.
    In ogni punto di sosta notevole la vista su civago e su tutta la valle del dolo.
    Rientro in 40/50min di camminata in discesa.

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  • Paolo Holzl
    23/09/2020 alle 04:18

    Inizio settembre, ferrata molto bella forse quella vicino del Dolo è più bella ed un po più impegnativa fatto salvo il punto finale.
    ATTENZIONE nell’avvicinamento si dice di partire a 5 minuti dal parcheggio, invece il sentiero con un gran cartello ma un po imboscato, parte già dal parcheggio, pochi metri dopo la posizione su Google Map. Altrimenti rischiate di salire dalla discesa.
    Ferrata bella e neanche troppo difficile, fatto salvo il citato punto in cui vi troverete un aggancio/sgancio di moschettone sbilanciati molto indietro, operazione mai agevole, soprattutto per persone pesanti o con zaini pesanti.
    C’è di bello che i punti impegnativi sono tutti piuttosto brevi, e c’è posto e tempo per prepararsi o ricuperare.

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  • Michele
    13/01/2020 alle 08:23

    Percorsa sabato 11/01/2020.
    Ha un passaggio un pochino più fisico ma è attrezzato bene con il cavo e con i pioli per salire.
    Percorsa in questo periodo ha un fascino particolare perchè i boschi circostanti sono privi di foglie lasciano vedere tutto il panorama.
    Negli ultimi passaggi si sposta verso destra per ammirare tutta la valle del Dolo con Civago Fontanaluccia e il lago.
    Consiglio di affrontare l’avvicinamento con calma perchè molto ripido.

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  • mirko_cova
    23/09/2019 alle 09:31

    Ferrata molto bella con bei passaggi e progressioni interessanti. Alcuni punti necessitano di un po’ più di fisico. Verso la fine c’è una paretina strapiombante dove il cambio dei moschettoni non è molto comodo. La vista sulla valle del Dolo durante l’ascesa è appagante.
    Il sentiero di avvicinamento è ripido quindi dosate le energie.

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  • assowt
    25/08/2019 alle 23:00

    L’avvicinamento, un ripido sentiero in gran parte su una pietraia mi ha praticamente messo in crisi. La ferrata in se non la trovo particolarmente appagante, l’ultima paretina strapiombante mi ha prosciugato le ultime energie. L’uscita in mezzo a un bosco può essere rigenerante in estate ma toglie la soddisfazione di una vetta e di un panorama che possa valere la fatica.

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  • Francesco Galli
    17/07/2019 alle 19:04

    Ferrara bella in un

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  • Gioele Carboni
    21/06/2019 alle 19:02

    Ferrata molto “tecnica”. L’arenaria è ottima e sebbene liscia offre comunque un buon “grip” agli scarponi. Va affrontata non tirando di braccia ma al contrario cercando tutti gli appigli e appoggi che l’arrampicata in arenaria (sebbene si tratti di una ferrata) richiede, specialmente nell’attraversamento di placche. Bellissimi i diedri iniziali e il passaggio “chiave” che ho affrontato partendo subito da destra verso lo spigolo ignorando di fatto le due cambre poste a sinistra. Come sempre 10 e lode ai costruttori.

    Se si vuole continuare l’escursione, all’incrocio con i due sentieri di discesa, continuate diritto (segni Cai bianchi e rossi) fino al Monte Ravino (1882 m s.l.m. ca. 1h 15′ ) da dove si può godere di un panorama che spazia su quasi tutto l’Appennino Tosco-Emiliano.

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  • cammo75
    03/06/2019 alle 11:33

    Percorsa data 11.05.2019 Premettendo che la mia esperienza è all’inizio, trovo questa ferrata in generale mediamente impegnativa se non in un punto (praticamente a fine ferrata) che richiede impegno fisico per oltrepassare un breve passaggio esposto verticale dove è necessario studiare bene gli appigli a disposizione e questo la rende non semplice; comunque bella e di soddisfazione.
    Dal punto di vista dell’escursione, a parte qualche scorcio sul sottostante paese di Civago non è particolarmente panoramica, anche arrivati alla fine della ferrata ci si ritrova all’interno del bosco da dove ci sono tante possibilità di belle escursioni per raggiungere punti panoramici dell’appennino Reggiano, ma con diverse ore di percorrenza.

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  • tommy.76
    24/04/2019 alle 13:10

    Ferrata non semplice e alternata tra pareti e tratti di cammino….l’inizio sembra facile ma l’ultima parete è strapiombante e con un passaggio chiave in negativo non semplice anche se staffato…bellissimo il bosco sulla sommità

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  • Alessandro Iotti
    19/08/2018 alle 15:41

    L’avvicinamento è piuttosto faticoso risalendo una ripida pietraia. La ferrata per due terzi è di media difficoltà con passaggi non troppo impegnativi. L’ultima parte cambia marcia e presenta due tratti strapiombanti di cui il secondo selettivo. Terminato lo strapiombo si risale una placca levigata verticale molto esposta dove sarà quali impossibile arrampicare e si procede in trazione. Rispetto alla prima volta che l’ho fatta son state aggiunte 3 staffe nello strapiombo impegnativo che permettono di appoggiare i piedi e quindi riducono significativamente la difficoltà. Lato mio, un peccato visto che riducendo le difficoltà riduce anche l’appetibilità della via.

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