• degan.asia
    04/10/2022 alle 09:34

    Ferrata percorsa il 14/08/21. Percorsa dal Bivacco De Toni al Rifugio Carducci, quindi in discesa. Ad esclusione di un tratto attrezzato con corda da arrampicata particolarmente difficile in discesa per via di materiale detritico fine poco stabile, tutto il resto è ben attrezzato. La ferrata presenta alcuni passaggi ostici che necessitano di forza sulle braccia, piede fermo e esperienza.
    Dopo la ferrata abbiamo proseguito per il Rif. Carducci, F.lla Girlaba e Cima Monte Popera (rientro per Val Giralba). d+ 2400. km 31.5

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  • sefranzo
    04/09/2022 alle 18:31

    Fatta il 4 settembre 22, giro molto bello ma impegnativo, sia fisicamente, sia per l’attenzione da porre durante il percorso. Come già scritto nei precedenti commenti, la relazione e la traccia qui riportati non sono corretti perché una parte del vecchio tracciato è stata chiusa, ed è stato steso del cavo nuovo che passa però più in alto rispetto al vecchio tracciato. L’inizio della ferrata è ben visibile sulla destra una volta arrivati alla forcella Maria, poco dopo il rifugio Carducci. I punti critici nel percorso sono tre: il primo è dove c’è stata la frana, alla fine della ferrata. Lì ci sono tre corde, due per accompagnare l’attraversamento della frana, una terza, preparata con delle staffe, per facilitare la salita su una placchetta di due metri e mezzo, tre. Io ho preferito arrampicare e la difficoltà a mio avviso è di grado III+. Secondo punto critico è subito dopo la forcella dell’Agnel. Lì bisogna stare attenti a seguire la traccia che va verso destra, sotto la montagna e non scende più di tanto. La ghiaia in quel punto è infida. Terzo problema è sul nevaio, ad oggi non c’è più neve, ma il passaggio sulla ghiaia è complicato e bisogna stare molto attenti a scorgere i bollini rossi. Infatti ad un certo momento bisogna attraversare a sinistra il piccolo canalone. Anche qui pochi segni e ghiaia infida. Il giro comunque merita alla grandissima.

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  • Elettra De Biasi
    26/08/2019 alle 11:26

    Ferrata percorsa il 24/08/19 come parte dell’anello della Croda dei toni con partenza e ritorno al Rifugio Carducci (Carducci –> forcella Maria –> forcella dell’Agnel –> forcella Croda dei toni –> Carducci)
    In corrispondenza del crollo della torre Witzenmann è stato attrezzato un nuovo tratto di ferrata che sale in verticale sulle rocce più solide a destra del canale, per evitare l’attraversamento alla base della frana. Solamente nell’ultima parte della frana rimane ad oggi una corda da arrampicata (posizionata penso dal gestore del rifugio) che consente di risalire l’ultimo tratto del canale franato. La nuova variante è sicuramente più verticale dei tratti precedenti e rende a mio parere la Severino Casara una vera e propria ferrata e non più un sentiero attrezzato.
    Attenzione che dopo forcella dell’Agnel, prima di arrivare a forcella Croda dei toni, si incontra un nevaio che avrà dimensioni diverse a seconda della stagione. Quest’anno il nevaio non era attrezzato con funi e abbiamo dovuto attraversarlo in lieve salita. Usciti dal nevaio c’è ancora un breve tratto attrezzato con corda da ferrata + 1 chiodo per superare un salto roccioso di un paio di metri. Ovviamente, a seconda delle condizioni del nevaio si uscirà a diverse altezze rispetto alla paretina attrezzata.
    Nel complesso direi che la vecchia ferrata non presenta difficoltà tecniche, la variante Witzenmann è secondo noi di difficoltà media (mediamente difficile / PD). Prestare attenzione nell’attraversamento del canale e nei lunghi tratti esposti non attrezzati prima e dopo forcella dell’Agnel.
    Tutto il giro richiede comunque esperienza per l’ambiente severo in cui si svolge e il terreno spesso instabile soprattutto in corrispondenza di forcella dell’Agnel, ma è comunque spettacolare!

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  • Filippo Rosi
    10/04/2019 alle 22:03

    Il contesto in cui si sviluppa la via è magnifico e, pur non presentando mai difficoltà tecniche di rilievo, l’ho trovata impegnativa anche a causa della lunghezza dell’escursione!

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