Complessità dell'Escursione
  • Difficoltà tecniche
    4/5
  • Difficoltà ambientali:
    4/5
  • Esposizione:
    4/5
  • Impegno fisico:
    3/5
Dettagli della Ferrata
Relazione Video
Resta aggiornato
Relazione Via Ferrata

Generale:

La Ferrata Tomaselli è una ferrata verticale, impegnativa con passaggi esposti e tecnicamente difficili che sale la parete ovest della Punta di Fanes Sud. La salita è piuttosto breve ma molto intensa con una serie di passaggi atletici che richiedono esperienza e forza. Panorama magnifico dalla vetta sulle Tofane e sulle Dolomiti di Badia.

 

Località di partenza:

Il modo più rapido per raggiungere l'attacco della Ferrata Tomaselli è di raggiungere il Passo Falzarego (2105 m) e prendere la funivia che sale al Rifugio Lagazuoi. Il Passo Falzarego è raggiungibile da Cortina d'Ampezzo, da San Cassiano in Val Badia oppure da Alleghe (Belluno). Giunti al passo parcheggiamo nell'ampio piazzale nei pressi della stazione a valle. Indicazioni per Google Maps disponibili qui.

 

Avvicinamento:

Saliamo alla stazione a monte della funivia nei pressi del Rifugio Lagazuoi (2752 m). Proseguiamo verso nord scendendo col sentiero 401 seguendo le indicazioni per la ferrata in direzione della Forcella Lagazuoi (2573 m - 15' dal rifugio). Sebbene sia possibile raggiungere la ferrata anche tenendo la destra verso la Forcella Travenanzes, noi suggeriamo di tenere la sinistra con il sentiero 20 in falso piano. Raggiungiamo un bivio dove teniamo a destra il sentiero 20B che corre a mezzacosta sulla parete ovest del Grande Lagazuoi. Raggiungiamo quindi il Bivacco della Chiesa (2655 m - 1h dal rifugio). Dal bivacco è già visibile l'attacco ed eventuali altri escursionisti alle prese con l'inizio della ferrata. Seguiamo le indicazioni e la traccia verso nord che sotto la parete ci conduce all'attacco della Ferrata Tomaselli (1h 15' totali).

 

Ferrata:

La Ferrata Tomaselli presenta il passaggio chiave a ridosso dell'attacco. Dopo i primissimi facili passaggi affrontiamo un tratto molto impegnativo. I primi metri sono caratterizzati da un traverso che inizialmente sale diagonale su una parete levigata che solleciterà notevolmente le braccia. Dopo i primi metri in salita dovremo scendere di 2-3 metri in un passaggio molto esposto a cui seguirà un traverso orizzontale su roccia levigata per poi risalire 4-5 metri. Questi primi passaggi dell'escursione sono selettivi e conviene procedere decisi senza temporeggiare troppo essendo la roccia povera di appigli e sollecitando le braccia. Usciamo dal traverso raggiungendo un piccolo terrazzino in cui è possibile prendere fiato per ripartire ora in verticale.

La roccia è sempre piuttosto levigata e lo sviluppo è ora verticale tuttavia meno impegnativo del primo traverso. La parete che dobbiamo salire ora è verticale ed esposta con appigli non sempre facili e passaggi da calcolare bene. Dopo aver salito i 20 metri di parete impegnativa, la parte alta diventa più appigliata e raggiungiamo un terrazzo detritico dove poterci girare e ammirare il panorama.

Saliamo ora un tratto di sentiero esposto e non protetto che con alcuni tornanti ci fa guadagnare quota. Raggiungiamo un ampio balcone panoramico e il sentiero continua a salire in direzione della parete di Cima Fanes. Percorriamo verso sinistra una nuova cengia che dopo un saliscendi su tratti stretti ed esposti ci conduce al nuovo inizio delle attrezzature metalliche.

La seconda sezione della Ferrata Tomaselli inizia in orizzontale lungo la cengia per poi salire una serie di roccette inizialmente abbastanza appoggiate e gradonate. Percorriamo una nuova cengia esposta e non protetta verso destra in direzione di alcuni ometti oltre i quali aggiriamo uno spigolo e raggiungiamo l'inizio della terza sezione della via che ci condurrà in vetta. In questo tratto dovremo prestare attenzione a non seguire verso sinistra il proseguo della Ferrata alla Cengia Veronesi. Teniamo la cengia verso destra in direzione di un salto verticale. L'inizio è su una placca che offre buoni appigli. Saliamo ora in verticale con passaggi sempre impegnativi a volte assistiti da pioli nei punti in cui la roccia è completamente priva di appoggi. Raggiungiamo quindi un altro passaggio caratteristico della via: un lungo diedro attrezzato che si sviluppa vicino una profonda fessura nella roccia.

Il diedro parte salendo sul versante sinistro della fessura. I primi metri sono verticale e la roccia povera si appigli. La distanza inoltre dalla parete che chiude il diedro la rende impossibile da utilizzare per salire in spaccata. I primi metri si salirà trazionando sul cavo fin quando la fessura - diagonale - si avvicina e troveremo alcuni appigli. La fune attraversa il diedro e noi, seguendola, ci spostiamo sul lato destro dove è presente una staffa molto comoda. Il diedro sale molto verticale ora e si sposta sul lato sinistra. Rimane molto impegnativo e aereo, ma si trovano maggiori appigli nella zona centrale rispetto ai primi metri. La parte alta del diedro diventa sempre più aerea e corre sul lato destro della fessura. Questa offre alcuni appigli per la salita. Il lungo e impegnativo diedro termina su un piccolo pulpito roccioso in una forcella dal quale alzando lo sguardo vediamo Punta Fanes ancora alcune decine di metri sopra di noi.

Saliamo ora due placca molto esposte inizialmente in verticale poi in diagonale fino a raggiungere lo stretto crinale dove con alcuni facili balzi si giunge alla vetta di Cima Fanes Sud (2960 m - 1h 45' dall'attacco - 3h dal rifugio Lagazuoi) con magnifico panorama a 360 gradi sui maggiori gruppi dolomitici.

 

Discesa:

Dalla vetta proseguiamo sulla traccia in direzione nord est fino a iniziare la discesa che avverrà seguendo una via ferrata anch'essa piuttosto impegnativa. La ferrata in discesa presenta inizialmente una serie di balzi verticali che andranno ben studiati andando a cercare gli appigli spesso presenti. Percorreremo anche un traverso con un breve passaggio strapiombante in cui necessario muoversi agilmente e senza indugi. Un altro passaggio importante nella discesa è la discesa all'interno di un camino. Provvidenziale una staffa a metà camino in un passaggio leggermente strapiombante. Raggiungiamo una cengia oltre la quale gli ultimi metri verticali in discesa per raggiungere il canalone che in discesa ci condurrà al Bivacco della Chiesa (45' dalla vetta - 3h 45' totali).

A questo punto se il nostro obiettivo è fare rientro alla macchina percorriamo a ritroso il sentiero dell'andata e raggiungiamo il Rifugio Lagazuoi (45' dal bivacco - 4h 30' totali) dove la funivia ci condurrà al Passo Falzarego.

 

Note:

La Ferrata Tomaselli è una ferrata tracciata molto bene e sale cercando per quando possibile il lato debole della montagna. La ferrata tuttavia risulta molto impegnativa e decisamente esposta. I passaggi chiave si concentrano all'inizio (traverso e parete) e alla fine (diedro e placche).

La ferrata in discesa è da non sottovalutare. Si sviluppa a nord e in alta quota quindi si deve tenere conto che fino a Giugno è possibile incontrare tratti innevati. Molto utili un paio di guanti durante la discesa.

 

Opportunità:

La Ferrata Tomaselli si sviluppa in una zona ricchissima di itinerari attrezzati e potrebbe essere inserita all'interno di molti itinerari lunghi anche di più giorni. Tra le opzioni più interessanti, vi è la possibilità di abbinare in salita o in discesa dal Falzarego al Rifugio Lagazuoi il Sentiero Attrezzato Kaiserjager così come la Ferrata Brigata Alpina potrebbe essere raggiunta con una deviazione da Forcella Lagazuoi passando per Forcella Travenanzes. Allungando l'itinerario si potrebbe procedere in direzione della Tofana di Rozes dove incontriamo la Ferrata Lipella e la Scala del Menighel. Scendendo invece verso il Passo di Valparola incontriamo la nuova Ferrata Fusetti al Sass de Stria. Al termine della ferrata è possibile anche dirigerci verso la Val di Fanes dove incontriamo la Ferrata della Pace oppure il Sentiero Attrezzato Tru Dolomieu.

  • Scott Ribes
    29/08/2018 alle 18:33

    Ferrata bellissima.
    Avvicinamento inizialmente in discesa per poi salire ripidamente fino all’attacco della ferrata.
    Ferrata di per se non lunghissima ma con alcuni passaggi impegnativi.
    Personalmente l’ho trovata molto arrampicabile eccezione fatta per un paio di punti in cui mi son dovuto tirare su di forza.
    Attenzione ad una cengia a metà ferrata ( non assicurata ) che potrebbe mettere in difficoltà I meno esperti.
    Discesa non banale. Si scende per una mezz’ora attaccati al cavo per poi attraverso un sentiero si arriva al parcheggio.

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    Impegno fisico dell'escursione:

  • Alessandro Iotti
    19/08/2018 alle 20:41

    La Tomaselli è proprio una bella ferrata. Difficile il giusto, molto aerea e varia nei passaggi. E’ molto difficile solo in alcuni tratti e piuttosto arrampicabile nel complesso. Molto carina anche la discesa attrezzata. Panorama mozzafiato dalla vetta.

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