Complessità dell'Escursione
  • Difficoltà tecniche
    4/5
  • Difficoltà ambientali:
    1/5
  • Esposizione:
    4/5
  • Impegno fisico:
    4/5
Dettagli della Ferrata
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Relazione Via Ferrata

Generale:

Il Parco delle Fucine di Casto è un parco unico nel suo genere in Italia. Offre molte attività legate alla montagna e l'ingresso al parco è gratuito. Nella relazione andiamo a descrivere tutte le vie attrezzate presenti ma il parco offre molto di più: sentieri per escursioni, mountain bike, vie di arrampicata, zip line e punti ristoro. I periodi consigliati per visitarlo sono le mezze stagioni ma è generalmente possibile percorrere gli itinerari anche in inverno salvo nei periodi innevati. Il parco offre molte vie attrezzate emozionanti e ottime come allenamento sebbene risultino generalmente poco arrampicabili.

 

Località di partenza:

Il punto di partenza dell'escursione è l'ampio parcheggio che, in prossimità del paese di Casto in provincia di Brescia, costeggia il Parco delle Fucine. Dal centro di Casto prendere sulla sinistra (sud) via Marconi che, con chiare indicazioni, porta al Parco delle Fucine in circa un chilometro. Indicazioni per Google Maps disponibili qui.

 

Avvicinamento:

Il parcheggio è posto in prossimità del parco ad ingresso gratuito. Già dal parcheggio si vedono alcune vie attrezzate (il Colpo della Strega, Arcobaleno) e almeno un ponte sospeso.

 

Ferrata:

Questa relazione è differente dalle altre presenti sul sito. Ogni via ha un sviluppo a sé stante e verrà descritta brevemente incluso l'avvicinamento dal parcheggio.

  • Ferrata 1: La ferrata 1 è posta vicina al parcheggio in prossimità del chiosco e sale raggiungendo un anfratto della Corna Zana chiamato Casa delle Streghe. Si salgono i primi 2 metri verticali e si attacca un traverso diagonale verso destra piuttosto impegnativo. Il traverso aumenta gradualmente la pendenza e risulta necessario un costante utilizzo della fune anche a causa dei limitati appigli e appoggi naturali. Raggiungiamo un primo anfratto e il cavo cambia direzione drasticamente verso sinistra per un nuovo esposto traverso orizzontale che ci conduce verso uno spigolo dove alcune staffe ci aiutano sulla parete piuttosto levigata. Saliamo in verticale su parete con pioli che fungono da appoggi per i piedi e appigli per le mani. Proseguiamo traversando a sinistra su pioli oltre i quali termina la via numero 1 (lunghezza 115 m - dislivello 28 m).
  • Ferrata 2: dal chiosco sopra il parcheggio si segue il sentiero blu verso il Rifugio Paradiso. Dopo una cinquantina di metri sulla destra si vede una parete rocciosa su cui si sviluppa la via numero 2, la meno impegnativa del parco. Seguiamo il cartello. i parte da un pianoro terroso seguendo un traverso inizialmente a destra poi a sinistra seguendo buoni appoggi per i piedi. Proseguiamo alternando traversi a destra e sinistra utilizzando alcuni pioli come appoggio per i piedi guadagnando quota ed esposizione. Si prosegue verso destra su traverso fino a una biforcazione del cavo: a destra prosegue un traverso, verticale si sale una parete con pioli che fungono da appoggi e appigli nella progressione. Proseguiamo nella relazione con l'opzione verticale. Dopo una decina di metri in verticale si traversa nuovamente a destra in leggera discesa incontrando il cavo che sale da sotto. Proseguiamo sul traverso raggiungendo uno spigolo che aggiriamo verso destra in quello che è il passaggio più emozionante di questa via. Il traverso prosegue con minori difficoltà e ci deposita su prato al termine della via (lunghezza 61 m - dislivello 23 m).
  • Ferrata 3: dal parcheggio raggiungiamo il chiosco e proseguiamo sul sentiero che conduce al Rifugio Paradiso. Ignoriamo il cartello per la ferrata 2 e proseguiamo per circa 50-100 metri fino a incontrare un cartello che indica l'accesso alle ferrate 3 e 4. Attacchiamo la via traversando a destra senza difficoltà significative vista la buona presenza di appoggi per i piedi. Il cavo inverte la pendenza e si prosegue verso sinistra prima di iniziare a salire verticalmente su una parete piuttosto impegnativa al termine della quale siamo su un tratto di sentiero attrezzato. Riattacchiamo la parte impegnativa su un traverso verso sinistra con parete molto levigata in cui si farà abbondante trazione sul cavo. Alcuni pioli aiutano la progressione. Il traverso è piuttosto lungo e aggira la parete da un estremo all'altro. Dopo il lungo traverso a sinistra, il cavo prosegue verticale su una parete impegnativa e aerea. La salita prosegue ora in diagonale verso destra un nuovo traverso anch'esso impegnativo e atletico che ci conduce su un terrazzino in cui è possibile riposare prima dell'ultima parete verticale. Risalita la parete raggiungiamo alcune roccette dove è possibile procedere arrampicando fino a uscire dalla via 3 su sentiero (lunghezza 152 m - dislivello 78 m). Proseguendo sul sentiero incontriamo un bivio: a destra il sentiero per far rientro al parcheggio mentre dritti si giunge all'attacco della Ferrata 4.
  • Ferrata 4: dopo il breve tratto di collegamento dalla Ferrata 3 siamo alla base della Ferrata 4 che sale subito verticale. La roccia è ben appigliata nei primi metri e si può cercare di procedere senza trazionare il cavo eccessivamente. Si incontrano alcuni tratti più impegnativi e leggermente strapiombanti al termine del primo strappo verticale. La salita avviene ora su uno spigolo che diviene rapidamente aereo. Il cavo prosegue verticale con passaggi piuttosto impegnativi. Alcuni pioli ci aiutano nella progressione che ci conduce a un traverso a destra. La parte superiore della parete è ben arrampicabile sebbene la roccia si alterni a tratti erbosi e su fondo terroso. Le difficoltà calano significativamente rispetto ai primi metri della via ed è decisamente consigliato procedere utilizzando le debolezze della roccia. Raggiungiamo quindi un tratto di sentiero attrezzato col quale terminiamo la via 4 (lunghezza 60m - dislivello 49 m). Seguendo la traccia ci congiungiamo con il sentiero che a destra conduce al Rifugio Paradiso mentre a sinistra prosegue verso la Stretta di Luina.
  • Ferrata 5: rispetto al parcheggio dovremo proseguire verso destra in direzione della Stretta di Luina. L'attacco della Ferrata 5 è presso un cartello in legno in cui è indicato il nome "Vertigo" e mostra subito una spiccata verticalità. Si sale verticali su una serie di staffe leggermente strapiombanti in cui conviene cercare appoggi per i piedi sul lato destro. Dopo questo strappo verticale pieghiamo a destra per un paio di metri e si risale verticali su roccia ben appigliata. In forte esposizione ora traversiamo a sinistra prima di salire nuovamente in verticale affrontando un passaggio strapiombante impegnativo dove sono molto utili le staffe metalliche presenti. La parte conclusiva della via è nuovamente appigliata ed è possibile concludere la via cercando di arrampicare questi ultimi metri (lunghezza 40 m - dislivello 25 m). Durante gli ultimi metri della via davanti a noi è apparso il ponte sospeso di circa 30 metri che si utilizza per raggiungere il sentiero di discesa. Il ponte è abbastanza dondolante sebbene ci siano assi trasversali a distanza di circa un metro l'una dall'altra.
  • Ferrata 6: la ferrata è la più distante dal parcheggio e si seguono le indicazioni per la Stretta di Luina giungendo a fianco della ferrata 5. Raggiunto il cartello con l'indicazione del nome della via - "Tasso" -  iniziamo con un traverso a sinistra con pioli e staffe in appoggio. Terminato il traverso di una decina di metri saliamo un tratto strapiombante con l'aiuto di alcune staffe. Percorriamo alcuni metri verticali non molto impegnativi e traversiamo verso sinistra terminando questa breve via (lunghezza 28 m - dislivello 25 m). Dal termine della via si attraversa il ponte sospeso sulla Stretta di Luina.
  • Ferrata 7: la Ferrata 7 ha uno sviluppo diverso dalle altre vie: terminato il ponte sulla Stretta di Luina utilizzato al termine delle ferrate 5, 6 e 14 si percorre la Ferrata 7 in discesa. La Ferrata 7 si congiunge con la Ferrata 8 a metà di questo itinerario. Può essere considerata una via alternativa alla seconda metà della Ferrata 8. Dal termine del ponte sospeso incontriamo la fune metallica per un breve tratto di esposto sentiero attrezzato fino a incontrare la fune che scende verticale. Prestando attenzione a cercare gli appoggi iniziamo un tratto di esposta discesa in direzione di uno spigolo verso sinistra. Aggiriamo l'esposto spigolo in un passaggio adrenalinico dove è fondamentale darsi il tempo per cercare buoni appoggi per i piedi. Terminato l'impegnativo passaggio percorriamo una stretta cengia verso sinistra su fondo erboso oltre la quale riprendiamo la discesa verticale con alcuni provvidenziali pioli. La discesa diviene ora molto verticale su roccia che richiede un certo sforzo di braccia. Gli ultimi metri sono composti da un traverso obliquo con buoni appoggi per i piedi con i quali raggiungiamo la base della via (lunghezza 60 m - dislivello 28 m).
  • Ferrata 8: Per raggiungere l'attacco della Ferrata 8 ci si dirige verso la Stretta di Luina e, seguendo i cartelli, si piega a sinistra su sentiero in parte attrezzato fino a raggiungere l'attacco della via che coincide con l'ultimo tratto in discesa descritto sopra per la Ferrata 7.  I primi metri sono caratterizzati da un traverso obliquo a destra su buoni appoggi fino a iniziare un tratto verticale con crescente livello di difficoltà. Nei pressi di una pianta inizia una comoda cengia erbosa dove è presente a destra il bivio per la Ferrata 7. Proseguiamo dritti in un passaggio verticale e inizialmente impegnativo per la roccia levigata. Salendo la roccia diviene più frastagliata e offre maggiori appoggi e appigli per progredire arrampicando fino al passaggio chiave della via: una parete scura e levigata di circa 4-5 metri dove serve buona forza di braccia per progredire. Terminato questo tratto siamo su un traverso a sinistra con buoni appoggi per i piedi e alcuni punti in cui è possibile sostare. Dopo un breve balzo verticale incontriamo la Ferrata 9 che sale da sinistra e si congiunge nei pressi di una scala marinara in metallo. Risaliamo l'adrenalinico passaggio su scala fino a raggiungere con un ultimo balzo il prato soprastante dove termina l'impegnativa Ferrata 8 (lunghezza 68 m - dislivello 47 m). Per il rientro si segue il sentiero a destra.
  • Ferrata 9: la ferrata inizia adiacente alla ferrata 8, quindi nella zona vicina la Stretta di Luina. La ferrata sale inizialmente su pareti abbastanza appoggiate con buoni appigli. Dopo una quindicina di metri si traversa per alcuni metri a sinistra, quindi a destra e saliamo uno strappo verticale più impegnativo che ci conduce alla base di una scala marinara metallica (vedi Ferrata 8). Terminata la ferrata (lunghezza 68 m - dislivello 47 m) pochi metri oltre la scala si scende sul sentiero di destra.
  • Ferrata 10: la Ferrata 10 inizia a pochi metri a sinistra dalla ferrata 9 nella zona della Stretta di Luina. Attacchiamo subito una rampa diagonale verso sinistra prima di salire in verticale nei pressi di una fessura che offre alcuni appoggi per i piedi. Saliamo verso sinistra un tratto privo di difficoltà significative visti gli ottimi appoggi per i piedi fino a incontrare un tratto verticale su roccia compatta. Saliamo questo strappo di 4-5 metri fino a un terrazzino erboso che precede un impegnativo traverso a sinistra in cui alcuni pioli e appigli per le mani aiutano la progressione. Il traverso termina con il cavo che sale verticale su passaggio esposto e impegnativo. Raggiungiamo un intaglio nella roccia con cui aggiriamo un breve strapiombo e partiamo nuovamente in verticale con una serie di passaggi impegnativi intervallati da uno stretto terrazzino roccioso. Percorriamo un nuovo traverso diagonale a sinistra che termina su un terrazzino erboso nei pressi di alcune piante. Saliamo l'ultimo balzo roccioso privo di difficoltà e termina la Ferrata 10 (lunghezza 60 m - dislivello 46 m). Per il rientro si segue il sentiero a destra.
  • Ferrata 11: questa via si trova circa 50 metri a sinistra dell'attacco della Ferrata 10 proseguendo lungo il sentiero attrezzato in direzione del chiosco di informazioni ed è sicuramente una delle più impegnative del parco. Dopo i primi metri appoggiati verso sinistra incontriamo una parete giallastra con spiccata verticalità. I primi metri sono subito molto impegnativi e leggermente strapiombanti. Dopo 3 metri verticali iniziamo un impegnativo traverso a destra che ci conduce su un terrazzino roccioso. Dopo una sosta sul terrazzino, la via prosegue verticale e leggermente strapiombante nei pressi di una fessura da cui usciremo sul lato destro su un esposto traverso obliquo in cui sono provvidenziali alcuni pioli per appoggiare i piedi. Il cavo si biforca e a sinistra sale una variante verticale, impegnativa e leggermente strapiombante che richiede un buono sforzo di braccia per proseguire. Raggiungiamo un traverso a sinistra che, in forte esposizione, ci conduce nuovamente a una fessura. La risaliamo e traversiamo in diagonale a destra con i piedi in aderenza. I passaggi che seguono sono meno impegnativi. Nei pressi di alcune piante traversiamo a destra e risaliamo alcuni balzi ben appigliati con i quali completiamo la difficile Ferrata 11 (lunghezza 58 m - dislivello 45 m). Per il rientro seguire il sentiero verso destra.
  • Ferrata 12: Dal parcheggio ci si dirige nel verso opposto rispetto al chiosco informazioni e si giunge in breve all'attacco della via, ben indicato da un cartello. Si inizia risalendo uno spigolo ben appigliato con ottimi appoggi per i piedi. Dopo i primi metri lo traversiamo verso destra aggirandolo. Percorriamo ora un traverso a destra che ci conduce verso un breve canalino che risaliamo. Usciti dal canalino affrontiamo alcuni metri verticali e un traverso diagonale verso destra. Ripartiamo verticali anche utilizzando una pianta come appoggio nei primi metri. Questa parete è piuttosto levigata e richiederà un po' di forza di braccia per essere salita. Dopo un breve traverso affrontiamo un passo strapiombante con alcuni pioli a sostegno. Continuiamo la salita ora più appigliata che ci conduce su una forcellina terrosa. Sul lato opposto della forcella è presente un ponte sospeso. Noi saliamo invece verticalmente su un gendarme ben appigliato fino a raggiungerne la parte superiore dove è presente generalmente una bandiera e termina la via (lunghezza 65 m - dislivello 28 m). Il rientro avviene a ritroso per gli ultimi metri del torrione fino al ponte sospeso di quasi 40 metri (piuttosto ballerino) che si percorre per poi scendere nei pressi del parcheggio.
  • Ferrata 12 bis: dal parcheggio ci si dirige in direzione opposta rispetto al chiosco informazioni e nei pressi della galleria è posto l'attacco della Ferrata 12 bis. L'attacco è immediatamente verticale e impegnativo con un primo passaggio strapiombante dopo pochi metri. La roccia è compatta e richiede una certa trazione per essere salita. Aggiriamo verso sinistra uno spigolo incontrando un ponte delle scimmie (2 funi) di circa 8 metri che attraversiamo. Saliamo ora verticali su roccia molto levigata utilizzando le staffe e i pioli presenti. Dopo una quindicina di metri verticali, il cavo piega a sinistra e percorriamo un traverso con buoni appoggi. Risaliamo in verticale ma con roccia più frastagliata che offre migliori opportunità di arrampicare fino a raggiungere un terrazzino terroso nei pressi di una pianta. Dal terrazzino parte un facile traverso che intercetta la fune in salita verticale della Ferrata 12. Saliamo alcuni metri verticali non difficili fino a raggiungere la forcellina descritta sopra per la Ferrata 12. Da questo punto (lunghezza 46 m - dislivello 26 m) si può salire in cima o attraversare il ponte sospeso.
  • Ferrata 14: l'attacco della Ferrata 14 Edera è a fianco della ferrata 5 nei pressi della Stretta di Luina. Dal cartello in legno iniziamo salendo subito in verticale su buona roccia per poi traversare verso sinistra con ottimi appoggi. Questi primi metri presentano difficoltà contenute. Le difficoltà aumentano nel tratto di roccia giallastra dove inizia un traverso con leggero strapiombo prima di iniziare una salita verticale anch'essa impegnativa. Raggiungiamo un dietro con la fune che corre sul lato sinistro e una fessura al centro del diedro. Lo risaliamo senza eccessive difficoltà cercando su entrambi i lati gli appoggi e le maniglie per salire. Questo tratto è molto piacevole e tecnico e con esso termina la prima parte della ferrata. Siamo ora su un ponte sospeso a 4 corde di circa 35-40 metri decisamente emozionante. Terminato il ponte il cavo prosegue a sinistra su un traverso in leggera discesa. Sfruttando i pioli presenti perdiamo alcuni metri e raggiungiamo uno spigolo su fondo terroso. Lo aggiriamo senza eccessive difficoltà e raggiungiamo il termine di un altro ponte sospeso, più stabile del precedente, che giunge dal termine delle vie 5 e 6. La via termina qui e, seguendo il sentiero, si scende vicino all'attacco della via (lunghezza 44 m - dislivello 36 m).
  • Ferrata 15: questa via corre parallela al sentiero che dal parcheggio conduce alla Stretta di Luina. La via è attrezzata e, salvo alcuni brevi passaggi, è in traverso con un paio di passaggi su ponti sospesi su entrambi i lati del torrente. La via non presenta difficoltà particolari ma può risultare talvolta scivolosa e serve prestare attenzione. Dal parcheggio si seguono le chiare indicazioni che in circa 15 minuti ci conducono all'inizio della via. In questa relazione descriviamo la via da valle a monte. Scendiamo alcune roccette e raggiungiamo un breve ponte sospeso su due corde passato il quale iniziamo a traversare verso sinistra utilizzando ottimi appoggi sia naturali che artificiali per i piedi. Raggiungiamo una passerella in legno dalla quale parte un traverso attrezzato parallelo alcuni metri sopra. Lo seguiamo prestando attenzione ai tratti scivolosi. Raggiungiamo un ponte delle scimmie di una decina di metri col quale ci portiamo sul lato opposto della forra rispetto alla passerella. Scendiamo alcuni metri e iniziamo un lungo traverso a destra che alterna passaggi facili e più impegnativi fino a un tratto verticale terminato il quale terminano le attrezzature e saliamo nel bosco fino a raggiungere l'attacco della Stretta. Alcuni tratti sollecitano le braccia (lunghezza 125 m - dislivello 23 m).
  • Colpo della Strega: questo itinerario è posto subito sopra il parcheggio a fianco del chiosco informazioni. E' una via verticale, impegnativa e tecnicamente difficile che sollecita le braccia e richiede buon allenamento. L'attacco della via è subito impegnativo col il cavo che corre in obliquo verso sinistra su roccia levigata. Dopo circa 6-8 metri il cavo piega verso destra per un traverso a cui segue un tratto verticale vicino una fessura al termine della quale c'è un terrazzino erboso. Si riparte verticali su roccia compatta e povera di appigli in cui si traziona abbondantemente sul cavo. Intersechiamo il cavo di un'altra via e noi teniamo la sinistra in un impegnativo traverso. Il cavo prosegue verticale e alcuni pioli aiutano in questo tratto molto intenso del percorso. Dopo una decina di metri verticali pieghiamo nuovamente a sinistra per un traverso di circa 5 metri e nuovamente in verticale su roccia levigata. Siamo alle ultime battute della via che ci deposita su un terrazzino terroso da cui è possibile guardare l'itinerario appena percorso e concluderlo (lunghezza 45 m - dislivello 38 m). Il rientro avviene per traccia di sentiero prima dritta poi verso sinistra per scendere a pochi metri dal chiosco informazioni.
  • Arcobaleno: la via Arcobaleno parte a sinistra del Colpo della Strega a pochi metri dal parcheggio ed è analoga come difficoltà di saluta ma risulta più lunga come sviluppo. I primi metri sono in diagonale verso sinistra per alcuni metri prima di aumentare la pendenza e cambiare direzione verso destra. Questi primi metri offrono buoni appoggi per i piedi e conviene procedere riducendo la trazione sul cavo in vista dei successivi passaggi.  Dopo alcuni metri il cavo sale verticale sulla destra di un diedro di circa 4-5 metri. Terminato il diedro il cavo sale a sinistra su una cengia terrosa portandoci a perdere alcuni metri. La fune riparte verticale su roccia compatta e levigata con un susseguirsi di pioli e singolari prese sferiche che conviene utilizzare nella progressione visto che la fune è posta alla francese e tenderebbe a farci sbandierare verso l'esterno. Saliamo un aereo spigolo raggiungendo anche un passaggio strapiombante ma ben assistito da infissi metallici. Risalito lo spigolo siamo su un pulpito roccioso dal quale scendiamo lungo una rampa inclinata a sinistra per una decina di metri. Il cavo riparte in verticale sdoppiandosi: a sinistra prosegue in traverso, verticale prosegue impegnativa e in leggero strapiombo. Utilizzando i pioli e le prese sferiche guadagniamo quota rapidamente in questo impegnativo tratto della via di circa 15-20 metri al termine del quale traversiamo per pochi metri a destra e siamo al termine della via (lunghezza 55 m - dislivello 38 m). Questa via si differenzia rispetto alle altre per privilegiare un'arrampicata su pioli e prese artificiali evitando di trazionare il cavo metallico. Si termina la via a pochi metri dal Colpo della Strega e si rientra per sentiero verso sinistra che ci conduce vicino al chioso informazioni.
  • Dragone: il percorso della Grotta del Dragone è raggiungibile direttamente dal parcheggio seguendo il chiaro cartello. Rispetto alle altre vie presenti a Casto è meno verticale ed impegnativa essendo di fatto un sentiero attrezzato dove la fune serve prevalentemente da sicura per tratti di sentiero maggiormente scivolosi. Dopo alcuni metri incontriamo una scala marinara metallica risalita la quale siamo in prossimità di un lungo ponte sospeso. Percorriamo il ponte sospeso e proseguiamo sul sentiero attrezzato che in alcuni tratti è composto da facili traversi e balzi. Raggiungiamo quindi la Grotta del Dradone e proseguiamo sul sentiero attrezzato con alcuni passaggi leggermente più impegnativi di cui alcuni in discesa. Lungo la via incontriamo gli attacchi delle vie 11, 10, 9, 8, 7 e terminato il sentiero attrezzato siamo in prossimità delle vie 5, 6 e 14 (lunghezza 240 m - sviluppo 50 m).
  • Stretta di Luina: questa percorso si sviluppa prevalentemente in orizzontale, quasi al pelo dell'acqua, lungo una stretta forra scavata dal torrente nella roccia. La via non presenta difficoltà particolari ma può risultare talvolta scivolosa e serve prestare attenzione. Dal parcheggio si seguono le chiare indicazioni che in circa 15 minuti ci conducono all'inizio della via oppure si può percorrere la Ferrata 15 come indicato sopra. Iniziamo salendo un balzo di 3-4 metri con staffe e pioli ed entriamo nella forra con un cartello che ci indica l'inizio della via. Scendiamo una decina metri utilizzando alcune curiose staffe metalliche fino a raggiungere un ponte su tronchi che attraversa il torrente. Iniziamo a traversare verso sinistra vicini al letto del torrente utilizzando alcuni pioli metallici. I passaggi sono molto caratteristici e generalmente di modesta difficoltà. Proseguiamo nella forra col torrente che alterna tratti tranquilli a rapide e piccoli salti e rapide. Attraversiamo il torrente per proseguire sulla destra orografica per circa 70 metri prima di tornare sulla sinistra orografica. Proseguiamo in traverso fino  a uscire dalla forra dove in breve termina la via (lunghezza 460 m - dislivello 25 m).

Note:

Le informazioni su dislivelli, lunghezza e la cartina disponibili sul sito sono raccolti dal sito ufficiale del Parco delle Fucine di Casto a questo link.

 

Opportunità:

La zona delle Prealpi Bresciane è ricca di itinerari attrezzati e il Parco delle Fucine si sposa benissimo per completare una giornata dove si è percorso un altro itinerario. A pochi chilometri dal parco incontriamo la Ferrata Caspai e la Ferrata Nasego mentre risalendo ulteriormente la valle fino al Lago di Idro incontriamo la Ferrata Fregio e la Ferrata delle Ginestre, la Crench, il Sentiero Attrezzato delle Cascate di Idro e la breve Ferrata di Cima Ora.

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