
La Ferrata Maximilian è un ardito percorso di cresta che si sviluppa lungo la costola rocciosa che collega i Denti di Terrarossa con la Cima di Terrarossa vicino l'alpe di Tires in provincia di Bolzano. L'itinerario è difficile e per certi aspetti del percorso più assimilabile a un semplice percorso alpinistico che alla classica via ferrata verticale ma attrezzata. I tratti attrezzati risultano di medio bassa difficoltà mentre i vari punti non protetti con passaggi di I e talvolta di II grado richiedono attenzione e piede fermo. L'escursione tuttavia ci regala un panorama stupendo sulle vette delle vicine Dolomiti e non solo.
Il punto di partenza dell'itinerario è l'abitato di Lavinia Bianca in provincia di Bolzano. Si può raggiungere l'abitato da Bolzano raggiungendo Prato Isarco e poi tenendo la destra in direzione di Tires. Si procede quindi fino a Lavinia Bianca e si parcheggia nell'ampio parcheggio gratuito del Centro Visite del Parco Naturale. Indicazioni per Google Maps disponibili qui.
Come avviene per molti itinerari, si potrebbe anche procedere con altri punti di partenza. In questo caso una valida alternativa - ma che comporta la salita in funivia - è la partenza da Siusi salendo con la funivia al Campaccio e seguendo poi le indicazioni per il Passo dell'Alpe di Tires.
Prima di descrivere l'avvicinamento va fatta una premessa. La Ferrata Maximilian si può percorrere sia in direzione Rifugio Tires - Rifugio Bolzano che viceversa. Nel caso di partenza dal Rifugio Tires si percorrono i tratti più difficili - sia attrezzati che non - in discesa. Il nostro itinerario considererà il verso Rifugio Bolzano - Rifugio Tires perché meno difficile ma nulla vieta di percorrerlo in senso inverso.
Fatta questa doverosa premessa, partiamo dal parcheggio (1200 m) seguendo il sentiero 2 in ripida salita nel bosco. Percorriamo alcuni tornanti e zig zag fino a entrare all'interno di un lungo canalone che dovremo risalire. Risalito il Canalone Barengalle giungiamo in un tratto caratteristico dove risaliamo la vallata con una serie di passerelle in legno che ci conducono alla Sella Cavaccio dove avremo un bivio che ci condurrà comunque al Rifugio Bolzano:
Raggiunto il Rifugio Bolzano (2450 m - 3h 15' dal parcheggio), proseguiamo a destra seguendo le indicazioni del sentiero 4 che percorre l'altopiano dello Scillar. Ignoriamo il primo bivio (sentiero 1) e, rimanendo sul sentiero 4 proseguiamo senza particolari difficoltà fino a un nuovo bivio:
Teniamo la sinistra e siamo pronti a iniziare la Ferrata Maximilian (2560 m - 4h 30' dal parcheggio).
Lasciato il sentiero CAI 4 risaliamo ripidamente il sentiero seguendo ometti per colmare il dislivello di circa 100 m per raggiungere Cima di Terrarossa segnalato da una piccola croce (2655 m - 20' dal bivio). Iniziamo scendendo alcuni metri di facile sentiero di cresta con la meta del nostro itinerario - il Rifugio di Tires - ben visibile sotto la cresta che caratterizza la Ferrata Maximilian. Proseguiamo nel sentiero aereo ma non difficile fino a incontrare una sbiadita targhetta metallica che ci indica l'inizio del tratto attrezzato (10' dalla Cima Terrarossa).
Percorriamo ora un primo tratto di discesa attrezzata abbastanza ripida ed esposta ma non difficile. Sceso questo tratto ripido ci troviamo nel primo tratto di discesa in libera abbastanza difficile. Dovremo aggirare un tratto affilato di cresta e scendere sul versante destro della cresta. Percorriamo ora un paio di altri più semplici passaggi in discesa libera e raggiungiamo una rampa inclinata obliqua in cui l'attrezzatura presente ci dà maggiore sicurezza che nel passaggio precedente in cresta. Proseguiamo in discesa raggiungendo una sella terrosa in cui è indicata a destra una via di fuga verso il sottostante sentiero 4 in direzione del Rifugio Alpe di Tires (40' dalla Cima Terrarossa).
Percorriamo ora una serie di roccette un poco instabili sul versante destro della cresta e risaliamo un tratto piuttosto verticale ma attrezzato prima di percorrere un tratto di più facile sentiero di cresta comunque con forte esposizione su entrambi i lati. Voltandoci vediamo la Cima di Terrarossa e il tratto di cresta appena percorso. Ci apprestiamo ora a risalire uno stretto camino decisamente più agevole da percorrere in questa direzione che in discesa. Si possono sfruttare alcuni appigli naturali buoni per i piedi nella risalita e un poco rassicurante spezzone di corda sul lato destro. Usciti dal camino siamo in un tratto aereo di cresta da percorrere tra sali e scendi raggiungendo una nuova sella in cui si può godere del panorama, della cresta appena percorsa e del rifugio sottostante a fianco dei precipizi ai nostri lati.
Proseguiamo ora risalendo una bella parete verticale attrezzata decisamente arrampicabile oltre la quale incontriamo uno dei punti più iconici dell'escursione. Un arco naturale di roccia da cui dovremo scendere - attenzione al fondo detritico non propriamente stabile. Percorriamo ora un tratto su comodo sentiero di cresta che gradualmente si restringe diventando nuovamente rocciosa e affilata per poi discendere seguendo le attrezzature metalliche che ci aiutano a discendere alcuni balzi più marcati. Raggiungiamo ora una forcella dalla quale scenderemo a destra su un ripido canalone in direzione sud. Alcuni tratti di questa ripida discesa sono attrezzati mentre altri tratti di collegamento sono non protetti e la difficoltà maggiore è il fondo detritico poco stabile. Procediamo la discesa del canalone aggirando in discesa alcuni massi che ostacolano il cammino fino a percorrere l'ultimo tratto di discesa attrezzato che verso destra aggira una parete e ci porta - dopo aver disceso le ultime roccette non attrezzate - al termine della salita. Percorriamo gli ultimi metri di discesa vedendo davanti a noi l'ambito Rifugio Alpe di Tires (2440 m - 1h dall'arco di roccia - 2h 30' dal bivio 4B da cui si è intrapresa la via Ferrata Maximilian - 7h totali).
Se vogliamo rientrare al parcheggio l'itinerario più corto dal Rifugio Tires è di prendere il sentiero 3 che a destra in direzione ovest corre parallelo alla soprastante Ferrata Maximilian fino a incontrare un bivio. Dritto si torna al Rifugio Bolzano, mentre noi terremo la sinistra scendendo un tratto ripido e in parte attrezzato chiamato "Buco dell'Orso". Percorreremo in discesa questo mantenendo sempre il sentiero 3 e ignorando i bivi 3A e 3B in direzione del Rifugio Bergamo. Proseguiamo in discesa lungo la stupenda valle del Ciamin fino a raggiungere Lavinia Bianca dove ignoriamo i bivi per il sentiero 13 e rimaniamo sul Sentiero 3 che ci conduce nelle vicinanze del parcheggio (2h 15' dal Rifugio Tires - 9h 15' totali).
La Ferrata Maximilian è oggetto spesso di fraintendimenti sulle varie relazioni. I tratti attrezzati sono in ottime condizioni e presentano difficoltà medio bassa - ad eccezione del tratto in discesa dal Dente di Terrarossa che merita sicuramente maggiore attenzione. Tuttavia l'escursione si sviluppa in un tratto decisamente esposto dove ci sono molti passaggi di arrampicata in libera (I grado con un II grado) che meritano di essere sottolineati. La zona presenta una via di fuga e quindi, se si decide di intraprendere l'escursione, si deve aver calcolato di portarla a termine siccome in alcuni tratti, il rientro potrebbe essere più difficile che il proseguo. Detto questo parliamo di un'escursione con carattere alpinistico e, in quel contesto, di difficoltà medio-facile.
Visto il lungo dislivello e la lunghezza dell'itinerario si potrebbe valutare di percorrere l'escursione in due o più giorni magari pernottando in quota e percorrendo una delle altre ferrate nella zona del Catinaccio.
Per la cartografia della zona, consigliamo la cartina della Val di Fassa oppure la cartina dello Sciliar, Catinaccio e Latemar di 4Land.
Il nome della ferrata deriva dal costruttore - Maximilian Aichner - gestore del Rifugio Alpe di Tires sopra il quale si sviluppa l'itinerario. La ferrata fu portata a termine nel 1969, 6 anni dopo il termine della costruzione del rifugio.
La Ferrata Maximilian è un ottimo trampolino di lancio per una serie di escursioni attrezzate nella zona del Catinaccio. Ovviamente è necessario programmare le tempistiche e i livelli di difficoltà dei vari percorsi tuttavia si potrebbero abbinare in itinerari di più giorni le vicine ferrate Laurenzi e al Catinaccio d'Antermoia così come scendendo lungo la valle del Vajolet e pernottando in uno dei vari rifugi si potrebbero valutare la Ferrata la Passo Santner oppure la più impegnativa Ferrata Bepo de Medil così come il Sentiero Attrezzato delle Scalette. Se vi è la possibilità di concatenare più giorni in questa zona, ci sono molti itinerari attrezzati di sicuro interesse per gli appassionati.
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Se devi noleggiare o acquistare attrezzatura per percorrere questa via ferrata, ti consigliamo il negozio "Sportler" in Str. Meisules, 276/a a Selva di Val Gardena (Bolzano), in Piazza Cesare Battisti 28 a Trento e in Via Centrale 47A a Brunico (Bolzano), sponsor di Ferrate365.
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mocion-1740
16/09/2023 alle 11:54Percorsa il gionro 08/09/2023, in direzione ovest – est, che, come altri, consiglio. Era, assieme alla Laurenzi, l’unica della zona che ‘mancava’. Poca ferrata, è per lo più un itinerario in cresta molto bello con alcuni tratti (uno in particolare dopo la cima, sopra il Tires e poco prima della discesa al rifugio) molto stretto e che va percorso con passo sicuro o aiutati da una sicura, nel caso di persone poco esperte. Il panorama è spettacolare, specie con giornate limpide come quel giorno.
Da fare ‘se manca’ , bella e panoramica, ma non la consiglierei come prima ferrata, ve ne sono di migliori, più ‘didattiche’ e più ‘potabili’. Bellissimo il rifugio Alpe di Tires, ma oramai definirlo rifugio è riduttivo. Strapieno di e-bike che stanno diventanto, come i monopattini elettrici, una vera iattura e rottura lungo i sentieri, invasi da persone casiniste e ciarliere, dato che permettono a qualsiasi Fantozzi di andare su senza fatica. Altro che le 3 ore 45′ su per la Val Udai fino all’Antermoia con lo zaino da rifugio e ferrata…
gerardo.frattini
10/04/2022 alle 20:33Fatta più volte. Sempre bella, poco impegnativa.
Michele Grisafi
29/09/2021 alle 16:01Escursione che può essere lunga, iniziata da Compatch e fatta in direzione Bolzano -> Tires. La ferrata in sè è abbastanza dimenticabile, con tratti sconnessi che non presentano nè particolare difficoltà ne particolare interesse. L’itenario in sè però è molto bello dato che si sviluppa in cresta, con panorami splendidi!
VANNI CASARI
02/07/2019 alle 23:58Percorsa di primo mattino dopo aver passato la notte al rifugio Alpe di Tires il 30/06/19.
Ferrata al top !!! Belli i tratti attrezzati, bello lo sviluppo in cresta, indescrivibili i panorami tutt’attorno.
Passo sicuro e la solita prudenza … Non serve nient’altro.
Assolutamente da fare.
Sara Sentimenti
01/07/2019 alle 07:42Ho percorso la ferrata in senso contrario rispetto alla relazione, dopo aver dormito al rifugio Alpe di Tires, e scendendo poi dal sentiero 2 che parte dal rifugio Bolzano. La ferrata non è banale per i tratti di cresta non protetti e per altri tratti non protetti in cui bisogna fare molta attenzione. Il passaggio del sasso incastrato, dopo averlo passato, credo sia preferibile farlo in discesa. Nel complesso, una bella ferrata. Non per tutti. E credo che non la attrezzino di più per evitare l’affollamento tipico di altri percorsi.
Filippo Rosi
14/04/2019 alle 12:43Percorso bellissimo che ho abbinato in una due giorni alla Laurenzi. Passaggi non protetti fino al II grado sono presenti. Non difficili ma da tenere in conto per chi non ha piede fermo. Itinerario di cresta. Consigliato a esperti.