
In questo articolo, scritto in collaborazione con Great Escapes, andremo ad affrontare un tema importante, e talvolta ignorato, quando si percorre un itinerario che include una via ferrata: come scegliere l’abbigliamento in base alla stagione e all’altitudine. Senza addentrarci troppo nei dettagli di un mondo – quello dell’abbigliamento di montagna – in costante evoluzione, indicheremo alcune linee guida su quali aspetti valutare per scegliere l’abbigliamento idoneo in base alla stagione e all’altitudine di una via ferrata.
Sebbene ci possano essere altri fattori importanti (ad esempio l’esposizione della parete su cui si svolge l’itinerario), se dovessimo scegliere i due fattori che determinano come andremo a vestirci per un itinerario in montagna, altitudine e stagione sono i due fattori determinanti nello scegliere come vestirci.
Per altitudine intendiamo l’altitudine massima che l’itinerario raggiunge. Sebbene in inverno ci possano essere situazione di inversione termica, più saliremo d’altitudine più la temperatura si abbasserà. Come ordine di grandezza si parla di una riduzione di circa 0,5 gradi centigradi per 100 metri d’altitudine. Parallelamente, l’altitudine generalmente comporta anche maggiore vento, la possibilità di essere “dentro alle nuvole” (maggiore umidità percepita) e cambiamenti di meteo più repentini.
Quando indicheremo la stagione indicheremo il periodo dell’anno in cui affronteremo un itinerario al cui interno è inclusa una via ferrata. Dato un determinato itinerario e la sua altitudine, l’abbigliamento sarà decisamente diverso a seconda che lo percorreremo nei mesi estivi o in quelli invernali sia per temperature che per le ore di luce che avremo a disposizione. Le mezze stagioni inoltro richiedono ulteriori valutazioni. Alcuni itinerari sono percorribili solo nei mesi estivi.

Prima di addentrarci sull’aspetto dell’abbigliamento un criterio importante da tenere in considerazioni è la durata dell’itinerario. Per durata, si intende quanto tempo durerà l’itinerario (avvicinamento, ferrata e rientro) e se c’è il rischio concreto di perdersi e dilungare notevolmente le tempistiche. Questo è un fattore di rischio che determinerà cosa portare nello zaino nel caso in cui il programma non verrà rispettato.
Come regola di massima, ci sentiamo di consigliare sempre l’approccio di un vestiario a strati che dia la possibilità di aggiungere e rimuovere strati in base alle condizioni effettive e a eventuali cambiamenti improvvisi. Servirà avere con noi uno zainetto dove potremo inserire all’interno gli indumenti non utilizzati.
Come punto di partenza potremmo optare per 4 strati per la parte superiore:
Nei 3 paragrafi seguenti andremo a indicare con esempi specifici come questi 4 strati possano essere declinati.

Premessa doverosa in questo paragrafo è informarsi preventivamente sulle temperature previste (minime e massime), sul vento previsto e sul rischio concreto di precipitazioni. Per le ferrate a bassa quota percorse nei mesi invernali così come per le ferrate in alta montagna nei mesi estivi, ci sentiamo di consigliare questi 4 strati
Questi 4 capi di vestiario dovrebbero essere con noi durante l’itinerario ma 3 di questi potrebbero rimanere sempre nello zaino e utilizzato solo in caso di evenienza. Per quanto si possa essere stuzzicati dall’idea di partire leggeri, nelle uscite in alta montagna serve sempre essere preparati per eventualità non probabili ma possibili per evitare che si materializzino tragedie perché mal equipaggiati.

Percorrere una ferrata a bassa quota (diciamo fino a 1000 m d’altitudine) in estate solitamente presenta il problema della gestione del caldo e si potrebbe essere tentati di andare senza zaino e con solo la t-shirt tecnica. Se le condizioni sono stabili e l’itinerario molto breve (2 ore massimo incluso avvicinamento e rientro), si potrebbe optare per una partenza leggera senza zaino. Il nostro suggerimento è tuttavia sempre di avere un piano d’emergenza che potrebbe essere tra:
Per queste scelte, serve buonsenso ed esperienza. Nel dubbio meglio portare mezzo chilo di vestiario in più che trovarsi in difficoltà.

Le mezze stagioni meritano una valutazione ad-hoc in base all’itinerario e al periodo. Partendo dai due esempi sopra, l’itinerario e le condizioni del momento detteranno quali capi portare con sé ma vale sempre la considerazione di partire prudenti e avere nello zaino un abbigliamento idoneo anche cambi rapidi di meteo. Data l’imprevedibilità del meteo, il capo chiave da avere nello zaino è il guscio che ci proteggerà da rovesci e vento. Discorso analogo, nel caso di rischio basso di precipitazioni, si potrebbe fare per il pile. Se si verifica un annuvolamento, meglio avere un capo per coprirci e mantenere una buona temperatura.

In questo articolo abbiamo approfondito alcune valutazioni dietro la scelta dell’abbigliamento mentre percorriamo un itinerario che include al suo interno anche una via attrezzata. In particolare ci siamo soffermati su due fattori chiave nelle nostre valutazioni: altitudine e stagionalità.
Un aspetto che spesso non si considera nella scelta dell’abbigliamento è la possibilità di dover restare fermi per un “tappo” lungo la via ferrata. Se un escursionista è in difficoltà o si è infortunato e non siamo nella possibilità di procedere, ci troveremo a restare fermi e in queste situazioni è facile passare da una sensazione di caldo durante la scalata a brividi di freddo mentre attendiamo che la situazione si sbrogli. In questo articolo sono stati indicate alcune linee guida su quali ragionamenti fare nella scelta dei capi da avere con sé nello zaino.
A questo link trovi una recensione dettagliata della linea Granit prodotta da Great Escapes.
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