• annamariamtb
    06/08/2020 alle 13:52

    Giro molto suggestivo su una montagna simbolo delle Dolomiti.La ferrata Stella alpina è sicuramente impegnativa,ma se si è esperti di montagna,ferrate e magari si arrampica un po’ risulterà forse meno difficile di quanto uno si possa aspettare.Non è lunghissima(rispetto ad altre e all’intero giro) e personalmente non mi ha stancato eccessivamente nonostante alcuni passaggi più critici(camini) che andrebbero affrontati da chi è meno esperto con particolare attenzione in quanto richiedono per es.di “spaccare” con le gambe e compiere in modo rapido il passo così da non stancarsi troppo ed evitare un possibile” problema” nella prosecuzione. Il tratto finale della ferrata,quello diciamo più strapiombante, è comunque breve e se si è allenati e/o abituati alle ferrate dolomitiche sarà superato in maniera abbastanza agevole. Finita la ferrata il cammino verso la cima è ancora lungo e quindi giustifica il livello(molto difficile) dato all’intera escursione.L’avvicinamento al bivacco si svolge su roccia che può risultare molto liscia in giornate umide.La salita dal bivacco alla cima non è difficile,ma se uno è molto stanco potrebbe affaticare particolarmente.Io comunque sono salita bene(ci sono anche dei cavi) e consiglio assolutamente di recuperare le forze(anche dentro il bivacco)e di salire in vetta se il meteo lo consente(attenti ai cambi meteo repentini).La vista dall’alto è spettacolare e merita la fatica compiuta. Per la discesa ho scelto la via del canalone e non la normale(più lunga anche se forse un po’ meno tecnica).Come scritto nella relazione è un percorso in discesa piuttosto ripido e lungo(meno però della normale) e può affaticare le ginocchia.Sono presenti in alcuni punti dei cavi che agevolano la discesa.Invito comunque a prestare attenzione ad alcuni passaggi esposti da fare in libera che devono essere affrontati con concentrazione nonostante la fatica accumulata.Insomma solo in fondo al canalone e con la vista sul bel rifugio si può dire di aver concluso il vero percorso. Nella parte terminale del canalone ,quando l’ho percorsa io(agosto 2019), vi era un residuo di nevaio piuttosto compatto,ma percorribile anche senza ramponi.Consiglio,nel dubbio,di telefonare in rifugio per avere informazioni aggiornate sulle condizioni sia della ferrata,sia del nevaio terminale.Infine questo giro ,partendo dalla strada e dal paese, richiede almeno 10 ore di buon passo .E’ affrontabile in giornata se si è dei “local”(diciamo Belluno o province limitrofe se si è proprio allenati e ci si vuole svegliare prestissimo).Se si arriva da fuori regione o dal basso Veneto e soprattutto se si vuole godere di più questa montagna è consigliabile pernottare in zona.Una scelta logica e opportuna è quella di dormire presso l’accogliente (pure per la sola ristorazione)rifugio Scarpa il cui gestore è anche guida alpina.Quest’anno,nonostante la situazione covid attuale, il rifugio ospita e consente quindi di poter riposare adeguatamente prima di affrontare il percorso descritto.L’unica richiesta è quella di portarsi il sacco a pelo(invece del sacco lenzuolo),le proprie ciabatte personali e la ormai nota”mascherina”. Questo materiale in più è facilmente trasportabile partendo dal paese perché la salita al rifugio si svolge in un’ora e mezza circa su una comoda strada forestale con tagli che si snodano su una traccia ben percorribile.Durante il giro si può chiaramente lasciare il materiale del pernottamento in rifugio nei luoghi indicati dal gestore(portatevi magari un capiente sacco in cui infilare tutto quello che non dovete portare in ferrata).
    Che dire..se siete amanti delle Dolomiti e siete un po’ esperti ed allenati per me non potete mancare questa salita ad una delle più maestose montagne alpine.

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  • Filippo Rosi
    07/09/2019 alle 16:43

    Giro stupendo sul Gigante di Pietra, l’Agner. Itinerario lungo con ferrata di un certo impegno ma molto logica. Da prestare attenzione i lastoi e il rientro nel canalone.

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