• gianmaria.guidi
    13/07/2021 alle 23:57

    nel complesso l’escursione e’ lunga e quindi puo essere impegnativa per chi non e’ allenato. La variante difficile, e’ breve e a mio avviso il grado e’ difficile per alcuni metri di leggero strapiombo.

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  • Matteo
    12/07/2021 alle 15:03

    Abbiamo percorso l’itinerario il 10 Luglio; deve esserci stata una frana recente perché il sentiero che evita la variante era chiuso quindi si è costretti a fare ambedue le ferrate e manca un modo per eventualmente tornare indietro tra la fine della variante e l’inizio della ferrata classica.

    Il panorama è davvero molto bello, ma l’impegno fisico per gestire in giornata un itinerario così lungo si fa davvero molto sentire.

    Abbiamo trovato la variante Lontelovere davvero impegnativa: una frana subito nel primo tratto ha spezzato un pezzo di cavo e ci si deve staccare e arrangiare altrimenti per qualche metro. Non è molto pericoloso, ma è bene saperlo. Il problema più grosso è il tratto verticale e molto esposto che chiude la variante: gli appoggi (le staffe) sono molto lontani tra loro e spesso in posizioni (rispetto al cavo) che non danno molta sicurezza e rendono la salita difficile: diventa pesante sia fisicamente che mentalmente. Per fortuna è il tratto finale e non c’è altro dopo, ma anche con un minimo di esperienza di arrampicata mette in difficoltà. Molto consigliati dei rinvii per potersi mettere in sosta.

    La ferrata classica, il secondo tratto, è invece molto carina, specialmente in grotta. E’ di tutt’altra difficoltà rispetto alla variante (più facile).

    L’itinerario è molto lungo e anche se le segnalazioni ci sono, spesso risulta un po’ difficile orientarsi e ci si può perdere. Un itinerario così lungo dopo due ferrate mette davvero a dura prova ed è bene considerare che il tempo di percorrenza si può dilatare anche notevolmente. Noi siamo partiti alle 9:30 dall’auto e siamo ritornati alle 20:00, contando una mezz’ora di pausa pranzo tra le due ferrate, altri 30 minuti al rifugio Scalorbi sulla via del ritorno, e più tempo del previsto per fare in sicurezza il tratto di variante.

    In definitiva è bene essere consci che il tratto più difficile della variante è quello finale, e dato che ora non c’è un sentiero che salti la variante, ci si può trovare in situazioni spiacevoli se non si è preparati.

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  • Eugenio Giovannetti
    31/05/2021 alle 11:19

    Attenzione! Presenza di neve!
    Ferrata fatta l’altro ieri, non ci aspettavamo di trovare la neve, se lo avessimo saputo prima probabilmente non avremmo fatto la ferrata in questo periodo.
    La ferrata in sé è come descritto, di base moderatamente difficile con la variante più impegnativa dal punto di vista fisico, il mio consiglio è di avere almeno un’infarinatura di tecniche d’arrampicata e di avere con sé un rinvio o moschettone a ghiera con cui appendersi e riposare le braccia durante i tratti più strapiombanti. L’escursione è lunga come previsto ma la presenza di neve la rende rischiosa in certi punti, senza l’attrezzatura giusta (ramponi, ecc) sconsiglio di farla; in certi punti il cavo d’acciaio finisce sotto la neve e in certi tratti rimane molto ripida ed il rischio di scivolare e finire a valle è alto.
    Altro punto negativo è la segnalazione dei sentieri per la discesa, segni bianchi e rossi del CAI a volte presenti ogni 2 metri a volte totalmente assenti, alcuni bivi non sono segnalati (come quello col sentiero 195) oppure necessitano di manutenzione (dopo il rifugio Scalorbi i cartelli del bivio tra sentiero 182 e 113 erano divelti a terra, scoloriti e illeggibili), la probabilità di sbagliare strada è davvero alta.
    In definitiva, paesaggio stupendo, ferrata bella ma impegnativa, itinerario lungo e impegnativo ma che necessita assolutamente di manutenzione: vivamente sconsigliato in questo periodo.

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  • Paolo Grisanti
    20/07/2020 alle 12:02

    Ferrata lunga e moderatamente difficile. Se si opta per la variante difficile bisogna essere atleticamente molto in forma. Alcuni passaggi sono molto di forza e anche di resistenza. Il panorama è veramente notevole e il giro è lungo. Se si passa per l’Omo e la Dona attenzione, in discesa la prima parte è impegnativa seppur fattibile!

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  • landi.andrea1
    14/07/2020 alle 06:54

    La ferrata si svolge in un ambiente decisamente bello e appagante (anche se spesso il panorama è assente causa nebbia/foschia). La ferrata Vajo Scuro sarebbe da catalogare come Moderatamente Difficile, se si aggiunge la variante Lontelovere allora cambia la musica, sicuramente prevede tratti più atletici ed esposti, non la consiglierei a chi si è avvicinato da poco alle ferrate e non si sente sicuro in progressione in parete, tant’è che abbiamo visto 2 persone rinunciare e tornare su sentiero per andare direttamente all’attacco del Vajo Scuro.
    L’Escursione merita tantissimo, rifugio Scalorbi in ottima posizione sulla via del ritorno.

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  • oscar.morin1977
    01/07/2020 alle 14:15

    Splendido giro nelle piccole Dolomiti.
    Impegnativo per lunghezza e ambiente molto wild.
    Si tratta di una via alpinistica a tutti gli effetti e va presa come tale.
    Nel complesso giro molto appagante.

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  • Luca Massignani
    28/06/2020 alle 14:40

    Ferrata effettuata nell’ambito di un corso di alpinismo della Guida Alpina Andrea Basso di Vicenza. Il Vajo Scuro è una via ferrata classica delle Piccole Dolomiti che avevo già percorso qualche anno fa prima della ristrutturazione e dell’aggiunta della “variante Lontelovere”. Questa nuova via si è subito guadagnata una fama sinistra, essendosi resa spesso protagonista di vari interventi del soccorso alpino per il recupero di escursionisti in crisi.
    Ieri l’ho percorsa con soddisfazione e senza difficoltà rilevanti pur garantendovi la presenza dell’esposizione e dei tratti negativi.
    Nelle ferrate difficili il punto critico è il passaggio dei moschettoni che impedisce la fluidità dell’arrampicata e che apre la porta alla “ghisa”. Con una bella longe o un rinvio ci si appende, si passano i moschettoni in tutta tranquillità e fine dei problemi. Capito?

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  • mocion
    23/09/2019 alle 12:53

    Una delle più brutte ferrate mai percorse L’ambiente è molto bello, il giro con discesa per l’Om e la Dona è abbastanza lungo, ma la ferrata, che percorre il Vajo, ha i cavi e le staffe talvolta messe in posizione non ottimale che tralascia gli scalini/appigli naturali per una mera ‘tirata’ di braccia. Brutta, assurda e illogica poi la variante Lontelovare, con le staffe messe un pò a casaccio (eufemismo) e con l’ultimo tratto senza alcun senso. I tratti precedenti hanno degli appoggi/appigli, ma l’ultimo no, anche se bastava metterlo leggermente a destra per utilizzare gli appoggi naturali, ma nell’ottica della ricerca dell’estremo (?) si è messo il cavo dove la parete si spancia e le staffe buttate là senza logica. Complimenti a chi l’ha fatta, non poteva fare peggio (forse)….Brutta variante in una ferrata anonima, inserita in un bel giro di un giorno.

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  • tommy.76
    24/04/2019 alle 02:03

    Ambiente insolito per una ferrata…avendo le due opzioni è un po’ per tutti anche se il giro è lungo….molto appagante sia l’avvicinamento che il ritorno

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  • Filippo Rosi
    24/03/2019 alle 08:08

    Bellissimo giro nelle Piccole Dolomiti. Lo consiglio e consiglio una partenza sul presto per evitare la nebbia tipica del pomeriggio.

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